Il turismo in una città come Castellammare è fondamentale. L’apertura della villa ha rilanciato il territorio stabiese in ambito regionale ma potrebbe non bastare per competere con le grandi mete turistiche presenti in Regione. Nei giorni scorsi, comunque, abbiamo chiesto ad alcuni stabiesi, e anche alcuni turisti, cosa manca a Castellammare per poter diventare seriamente la città dell’accoglienza e del turismo. La risposta è stata unanime: la civiltà. Molti, infatti, hanno ribadito un concetto: se non cambia la mentalità delle persone, stabiesi e non, tutti gli sforzi che si stanno facendo attualmente potrebbero non bastare. Le discariche abusive che si creano ancora nei quartieri, e anche nei pressi degli Scavi, l’abbandono di mozziconi di sigarette sull’arenile e le tante carte abbandonate per la villa, rallentano la crescita. Sono anche le prime cose che nota un turista. Non a caso, infatti, una coppia inglese presente in villa comunale ha così commentato: “Una città bellissima. In Inghilterra piove e ci sono 15 gradi, non c’è paragone con Castellammare. Peccato solamente per tutte queste sigarette lasciate per terra e per la poca pulizia della spiaggia”. Simpatico siparietto, invece, con un’altra turista: intervistata, era convinta che Castellammare fosse Sorrento, forse ingannata da qualche tour operator o dalla poca attenzione. Gli stabiesi, comunque, sono certi: per l’estate deve esserci un maggiore afflusso di gente e visitatori così da rilanciare anche l’economia. “Castellammare è una città perfetta. Abbiamo il mare e la montagna a stretta vicinanza. Non esiste nulla di meglio e nulla di più completo. Peccato solo per le Terme che sono state chiuse. Noi abbiamo tutto anche se mancano solo le strutture: alberghi, parcheggi. Se riuscissimo a cambiare la mentalità degli stabiesi, allora tutto sarebbe perfetto” spiega un intervistato. Maggiore civiltà e maggiore cura della città: sono questi gli obiettivi da raggiungere per ottenere finalmente la tanto attesa vocazione turistica.
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