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L’affetto della famiglia e degli amici più cari, quello delle maestre e la telefonata dal sindaco. Questi gli elementi che hanno convinto il bambino di 10 anni vittima di un episodio di razzismo a tornare a scuola.
Era rimasto a casa per 2 giorni dopo che, all’uscita da scuola, era stato avvicinato da tre compagni di classe. Prima qualche spinta, poi l’insulto razzista che tanto lo ha ferito. Per questo – come ha raccontato Metropolis – è tornato a casa e, col telefono della mamma, ha mandato un messaggio ai genitori di uno dei tre bulletti: “mi sono rotto del razzismo”. Una frase che ha poi riportato anche sul profilo facebook della mamma, poi la decisione di non andare a scuola.
Un episodio che ha riacceso i riflettori sul fenomeno del razzismo a Castellammare di Stabia e sollevato l’indignazione delle forze sociali e politiche cittadine. Su tutti, PD e Leu hanno parlato di un fatto grave contro cui, tutti insieme, bisogna schierarsi. Anche il primo cittadino stabiese, Gaetano Cimmino, ha voluto precisare di essere «inorridito da questi episodi che, comunque, non rappresentano la nostra città».
Oggi, con una scelta coraggiosa e matura, il bambino tornerà in classe e proverà ad andare oltre quelle offese.
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