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Terza assoluzione per Attilio Cesarano, imprenditore di Castellammare di Stabia accusato di essere parte integrante del clan Polverino di Napoli. L'uomo infatti ha visto annullare dalla corte d'Appello partenopea la condanna ad oltre 4 anni di reclusione in quanto l'impianto accusatorio della DDA non poneva su basi solide. L'accusa era quella di traffico internazionale di stupefacenti: per l'Antimafia l'imprenditore di Castellammare di Stabia avrebbe aiutato i Polverino nella vendita e nell'acquisto di sostanze stupefacenti. Un'accusa che di fatto è crollata nel secondo grado di giudizio anche se comunque la DDA è pronta a ricorrere in Cassazione.
In passato lo stesso Cesarano era stato accusato invece di essere stato avvantaggiato nella propria attività di imprenditore attivo nei servizi funebri proprio grazie alla vicinanza con il clan Polverino. Anche questa ipotesi fu però smentita dai magistrati. L'assoluzione quindi non è una novità per Attilio Cesarano che da ben 10 anni lotta contro la giustizia italiana che lo ritiene uno stretto affiliato dei Polverino senza mai fornire prove certe. La sua presunta appartenenza con il clan partenopeo non è mai stata evidenziata con certezza all'interno delle varie inchieste giudiziarie. Non a caso per lui non è mai arrivata una condanna definitiva. Un nuovo buco dell'acqua quindi per la DDA di Napoli che ha dovuto riformulare le accuse dovendo ricorrere in Cassazione. I giudici ermellini chiariranno se effettivamente Attilio Cesarano è stato un affiliato dei Polverino o meno.