Federterme ci sta provando, adesso è tutto nelle mani della politica nazionale e locale. La società di Confindustria, per salvare il termalismo (e in modo particolare quello di Castellammare e Agnano), ha ideato un nuovo emendamento che dovrebbe essere inserito all'interno della Finanzaria che sarà discussa alla Camera. Il tutto sarà discusso in Commissione Bilancio prima di essere accettato. La società diretta da Costanzo Jannotti Pecci ha proposto la creazione di un fondo di garazia con Cassa Depositi e Prestiti a favore dei privati per consentire loro di spalmare i debiti degli stabilimenti termali italiani e per finanziare eventuali opere di riqualificazione. Il tutto dovrà essere accettato anche dalla politica locale che dovrà ricercare un privato interessato alle Terme; gli Enti, inoltre, dovranno chiedere al Ministero dell'Economia una moratoria di due anni per spalmare i debiti. L'azienda interessata al termalismo dovrebbe garantire i livelli occupazionali e occuparsi del rilancio dell'intera struttura. Dopo questo passaggio, quando tutto sarà andato a buon fine, potrebbe chiedere un aiuto a Cassa Depositi e Prestiti. Il piano ideato da Federterme punta a salvaguardare sia le Terme di Agnano, quelle di Montecatini e soprattutto quelle di Castellammare che ormai sono chiuse da oltre tre anni. Federterme, infatti, è ancora convinta dell'importanza del complesso stabiese e della sua unicità in Italia tanto da occuparsi in prima persona del proprio rilancio. Al momento, però, il Comune, pur riconoscendo la bontà delle proposte della società di Confindustria, sta procedendo per la sua strada tentando di trovare nuovi modi per rilanciare i due complessi termali stabiesi. Non è detto che con l'approvazione della Finanziaria, e di questo emendamento, qualcosa possa cambiare.
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