L'obiettivo dei poliziotti è quello di chiarire una volta per tutte cosa sia accaduto nei giorni scorsi al gruppo di persone che, da circa un mese, stava occupando lo stabilimento delle Antiche Terme di Stabia.
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Caso dei termali minacciati e costretti a lasciare l'occupazione: i lavoratori ieri sarebbero stati ascoltati in commissariato. L'obiettivo dei poliziotti è quello di chiarire una volta per tutte cosa sia accaduto nei giorni scorsi al gruppo di persone che, da circa un mese, stava occupando lo stabilimento delle Antiche Terme di Stabia. Gli agenti, agli ordini del primo dirigente Pasquale De Lorenzo e del vicequestore Daria Alfieri, stanno conducendo indagini serrate per capire chi possa aver intimidito i lavoratori che protestavano pacificamente per il proprio futuro. L'occupazione era cominciata subito dopo il fallimento della partecipata Terme di Stabia spa nel marzo scorso: l'obiettivo era quello di spingere le istituzioni ad occuparsi della vertenza, sensibilizzare la cittadinanza, tutelare un bene chiuso al pubblico che aveva subito furti e vandalismi nonostante i milioni di euro spesi per il restyling. Da alcuni giorni, poi, sono cominciati i problemi seri. I termali sono stati avvicinati ed intimiditi, secondo alcune indiscrezioni, da personaggi legati alla criminalità che li hanno spinti ad abbandonare il complesso. Nella tarda serata di martedì il gruppo di persone ha deciso di lasciare le Antiche Terme. I lavoratori si sono quindi diretti in Municipio per consegnare le chiavi, poi delle pattuglie della polizia locale, insieme al sindaco Nicola Cuomo, si sono recate sul posto per mettere un catenaccio al cancello. Sul grave episodio stanno indagando le forze dell'ordine, che in queste ore stanno raccogliendo informazioni per fare il quadro della situazione. Nei giorni scorsi sul caso il capogruppo alla Camera dei Deputati di Sel Arturo Scotto, ha presentato un'interrogazione al ministro degli Interni Angelino Alfano.