Un' iniziativa nazionale promossa da FOCSIV allo scopo di abbattere le barriere del razzismo e dell'indifferenza. La "Tavolata Italiana Senza Muri" è un evento al quale molti volontari, persone provenienti da diversi paesi e di qualunque ceto sociale hanno preso parte stamattina a pochi passi dalla Cassa Armonica. L'evento si è svolto nella stessa giornata in 26 città e località italiane, con le stesse modalità organizzative, con l'ausilio dei volontari, molti del MASCI e dell'AGESCI. L'auspicio dell'iniziativa è che i cittadini possano finalmente aprirsi al dialogo e alla solidarietà con chi ha di meno e con chi cerca lontano dalla sua patria una possibilità di vita migliore. La Tavolata è stat promossa da 37 associazioni, Federazioni e ONG nazionali ed internazionali.
«Stare insieme ci fa conoscere amici e fratelli, soprattutto a tavola -ha affermato il vescovo Mons. Francesco Alfano-. Rngraziamo ancora una volta il Signore per questo momento di fraternità, augurando a tutta la città di poter condividere momenti di svago, di amicizia e di solidarietà, affinchè nessuno si senta mai solo ed escluso. E in questo modo cresceremo come una sola famiglia.»
L'obiettivo è soprattutto quello di abbattere le barriere del razzismo, dell'indifferenzza «e dell'esclusione, poichè la tavolata dev'essere un punto d'incontro per stare insieme come fossimo una vera famiglia -ci ha spiegato Amalia Dema, presidente della CPS (Comunità Promozione e Sviluppo)-. E' un modo per conoscersi e per dialogare. Una tavolata reale che simboleggia l'incontro alla pari e senza distinzioni. Un evento importante che avviene in 26 città italiane, la dimostrazione che nel nostro paese c'è tanta solidarietà.» Poi ha aggiunto: «Dev'essere un punto di accoglienza generale con persone di qualunque paese d'origine e in qualunque condizione. Un modo per far stare insieme gli "ultimi" italiani con gli "ultimi" provenienti da altri paesi. Occorre però avere la mentalità giusta per partecipare: non bisogna pensare che esistano persone migliori degli altri, né bisogna giudicare senza conoscere. E', inoltre, il momento giusto anche per chi lavora nel sociale per procedere con una maggiore collaborazione e questo lo dobbiamo anche al Comune e all'amministrazione comunale che ci ha concesso il patrocinio. E' un percorso lungo e faticoso, ma Castellammare può andare per la giusta direzione.»
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