Errare è umano, perseverare è diabolico diceva il saggio.
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Errare è umano, perseverare è diabolico diceva il saggio. E la perseveranza, negli errori, qui è una costante. Era inizio settembre quando, a pochi giorni dall'installazione dei tabelloni luminosi al led che davano il benvenuto nella città delle acque, balzò agli occhi l'errore grammaticale che accompagnava la scritta del nome della città: Castellamare di Stabia e non Castellammare di Stabia, come è invece corretto.
Si era in qualche modo cercato di giustificare l'errore addebitandolo ad una distrazione degli addetti ai lavori al momento dell'accensione. E una distrazione può capitare a tutti.
Ma perseverare è diabolico, dicevamo. E', infatti, apparso un cartello su un lampione proprio di fronte alla casa comunale di Palazzo Farnese del settore Lavori Pubblici - Servizio di pubblica illuminazione che recita ancora la scritta "Castellamare di Stabia".
La doppia "m" agli addetti ai lavori del Comune non piace proprio. Forse sono legati alle antiche origini e tradizioni, quando era prevista una sola "m", Castellamare. Ma è dal 1912 che il nome della città delle acque ha raddoppiato la "m". Perché non adeguarsi? La distrazione e la superficialità vengono scusate una volta, se persistono cominciano a diventare fastidiose.
Fino a quando non cambieranno le cose, semmai si dovesse ritenere opportuno cambiarle, Castellammare di Stabia si scriverà sempre con la doppia "m". Bisognerà farsene una ragione.