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Castellammare - Strage della funivia del Faito, al via i test sui resti della cabina: a ottobre la superperizia

Si avvicina una nuova fase decisiva nell’inchiesta sulla tragedia del 17 aprile 2025. I periti nominati dal gip sono al lavoro sulle componenti dell’impianto e sulla cabina precipitata: entro la fine di ottobre è atteso l’elaborato tecnico.

tempo di lettura: 3 min
09/09/2026 10:38:11
Castellammare - Strage della funivia del Faito, al via i test sui resti della cabina: a ottobre la superperizia

Si avvicina uno dei passaggi più importanti dell’inchiesta sulla tragedia della funivia del Faito, che il 17 aprile 2025 provocò quattro vittime e il grave ferimento dell’unico superstite. I tecnici incaricati dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, Luisa Crasta, stanno completando gli accertamenti necessari alla ricostruzione della dinamica dell’incidente.
A riferire gli ultimi sviluppi è il quotidiano Metropolis, secondo cui la superperizia dovrebbe essere depositata entro la fine di ottobre. Il documento sarà destinato a raccogliere i risultati degli esami, delle verifiche e delle simulazioni effettuate nel corso dell’incidente probatorio.

I test sui resti della cabina
Il lavoro dei periti si concentra anche sui resti della cabina coinvolta nella caduta e sulle componenti dell'impianto. L'obiettivo è mettere insieme tutti gli elementi tecnici utili a comprendere cosa accadde durante la corsa verso il Monte Faito.
Nel corso degli ultimi mesi sono stati effettuati sopralluoghi, analizzate le componenti sottoposte a sequestro e acquisita la documentazione relativa agli interventi di manutenzione e ai controlli eseguiti sulla funivia. A questi accertamenti si sono aggiunti test e simulazioni tecniche destinati a verificare le diverse ipotesi sulla dinamica dell'incidente.

Cosa accadde il 17 aprile 2025
La tragedia si consumò durante la salita della cabina diretta verso la stazione a monte. Secondo la ricostruzione riportata da Metropolis, la «Panarella» perse la propria posizione sui cavi, scivolò all'indietro e precipitò lungo il costone della montagna.
A bordo si trovavano il vetturista Carmine Parlato, Janan Suliman, Elaine Margaret Winn e Derek Winn, tutti deceduti nell'impatto. Gravemente ferito Thabeet Suliman, unico superstite tra gli occupanti della cabina precipitata.
Nello stesso momento, la cabina che procedeva verso valle entrò in funzione con i propri dispositivi di sicurezza, consentendo di mettere in salvo i passeggeri presenti a bordo.

La domanda centrale: perché precipitò la cabina?
È questa la domanda alla quale gli accertamenti tecnici dovranno fornire una risposta definitiva. Gli esperti sono chiamati a ricostruire la sequenza degli eventi e a stabilire se alla base del disastro vi sia stata una concatenazione di guasti, eventuali omissioni o errori.
La superperizia rappresenterà quindi uno degli elementi centrali dell'inchiesta e del successivo procedimento giudiziario. Il prossimo 7 ottobre è stata fissata quella che, secondo quanto riportato da Metropolis, dovrebbe essere l'ultima fase interlocutoria in aula prima del deposito dell'elaborato tecnico.

Ventisei gli indagati
Nel procedimento risultano indagate 26 persone, oltre all'Eav, società che gestiva la funivia. Nel registro degli indagati figurano dirigenti, tecnici, professionisti e rappresentanti di società esterne che nel corso degli anni hanno avuto responsabilità o ruoli nelle attività di manutenzione, verifica e controllo dell'impianto.
Le ipotesi di reato contestate dalla Procura, a vario titolo, comprendono disastro colposo, omicidio colposo plurimo e, per alcuni indagati, anche ipotesi di falso. Parallelamente all'incidente probatorio, la Procura sta portando avanti una propria attività investigativa.

A novembre la consegna della perizia alle parti
Una volta depositato l'elaborato, la documentazione sarà messa a disposizione delle parti coinvolte nell'incidente probatorio. Potranno esaminarla e presentare osservazioni i difensori dei 26 indagati, insieme ai consulenti tecnici nominati dalle parti offese e dagli altri soggetti coinvolti nel procedimento, che sarebbero complessivamente circa quaranta.
La fase degli accertamenti tecnici entra dunque nel tratto conclusivo. La perizia dovrà fornire agli inquirenti gli elementi necessari per ricostruire con la maggiore precisione possibile la dinamica della tragedia e individuare eventuali responsabilità.

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