Toni pacati e voglia di venirsi reciprocamente incontro nell'ambito di una sana collaborazione. E' quanto emerge dal 'botta e risposta' tra il Comune di Castellammare e l'Anas, a cui poche settimane fa l'Ente di palazzo Farnese aveva chiesto la ripavimentazione completa di alcune delle arterie stradali, nello specifico quelle interessate dal massiccio afflusso di traffico a seguito della parziale chiusura del ponte San Marco per lavori di riammodernamento.
La richiesta dell'amministrazione - com'era comunque chiaro già dall'inizio agli stessi uffici tecnici - non potrà essere soddisfatta appieno dalla società autostradale. Non solo una questione economica, ma anche di parità di trattamento rispetto agli altri Comuni che esporrebbe l'Anas a spese di restyling praticamente raddoppiate per ogni intervento svolto sulle autostrade italiane, che, gioco forza, finisce sempre per esporre maggiormente alla circolazione alcune vie locali.
Del resto, lo stesso codice della strada prevede responsabilità in seno all'ente di appartenenza per qualsiasi opera di riassestamento dell'asfalto. Non l'unico fattore che, comunque, assolverebbe l'azienda da eventuali responsabilità: a concordare percorsi alternativi durante la chiusura del viadotto in direzione Sorrento, era stato un comitato operativo per la viabilità che vedeva tra i componenti lo stesso Comune stabiese. Elemento, questo, comunque già noto all'Ente pubblico.
Nello spirito collaborativo che ha contraddistinto fin qui i rapporti tra Anas e amministrazione Cimmino, la società autostradale si è comunque impegnata a svolgere alcuni sopralluoghi tra viale Europa e viale delle Puglie per valutare assieme ai tecnici di palazzo Farnese i casi di maggiore criticità provare a concordare una soluzione che metta d'accordo tutte le parti in causa. La reciproca volontà di trovare una 'quadra', in questo senso, potrebbe vedere l'Anas partecipare alle spese dei tratti maggiormente disastrati.
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