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Cronaca

Castellammare - Strada abusiva sotto sequestro, dal Faito la sfida allo Stato: violati i sigilli


La scoperta ieri mattina dopo il blitz di pochi giorni prima dei carabinieri forestali

pavidas

Sono stati rimossi e abbandonati per terra i sigilli dei carabinieri ad una strada costruita abusivamente nella frazione Scalinatella del monte Faito. Un colpo allo Stato che era intervenuto, dopo le segnalazioni dell'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, per ricostruire la vicenda ed accertare eventuali responsabilità. Secondo una prima indiscrezione, il piccolo sentiero che conduce ad una strada privata sarebbe stato ricavato dopo l'eliminazione di alcuni alberi che erano presenti in zona. Il tutto senza i dovuti permessi delle autorità. I carabinieri forestali hanno quindi sequestrato l'area in attesa di mettere insieme tutti i tasselli. Peccato però che ieri mattina qualcuno ha pensato bene di rimuovere i sigilli e di continuare a lavorare, non curanti delle disposizioni dello Stato. 

A denunciare l'accaduto un'associazione che presidia costantemente il monte Faito. Con foto e video hanno documentato la violazione che si sarebbe verificata nella mattinata di ieri denunciando il caso alle forze dell'ordine. Non è escluso che nelle prossime ore i militari possano ritornare in cima al gigante dei Lattari per documentare quanto accaduto e ricostruire il fatto tramite le testimonianze dei presenti e dei residenti.

Il taglio di alberi, come dichiarato dal presidente dell'Ente Parco Tristano Dello Joio, non sarà impunito.


Non è la prima volta che sul Faito si verifichi una simile operazione, basti pensare che solamente qualche mese fa furono tagliati diversi tronchi per garantire la creazione di una pista per il parapendio. Secondo gli ideatori del progetto, gli atleti si sarebbero dovuti lanciare dal Faito per poi giungere sull'arenile di Castellammare. Anche per questo caso, le indagini sono ancora in corso. La sensazione è che fin troppo spesso sui Lattari regni l'abusivismo e l'inciviltà con residenti e imprenditori che preferiscono violare le norme per interessi personali. Ed è per questo motivo che le associazioni hanno deciso di riunirsi e protestare contro gli amministratori del Faito in primis e allo stesso tempo con coloro che vogliono impadronirsi della montagna. «Gli addetti al controllo di questa montagna ancora questa volta hanno dimostrato la loro incapacità per alcuni, e per la maggior parte di loro l'assoluta assenza. Basta chiacchiere e uniamoci in una Class Action contro tutti gli amministratori del Faito affinche paghino per le loro inadempienze» spiega Pino De Vivo, storico attivista.


martedì 23 aprile 2019 - 11:00 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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