A poche settimane dall’inaugurazione della nuova stazione Stabia Scavi, realizzata dall’EAV e presentata come uno degli interventi più importanti per il rilancio del trasporto ferroviario a Castellammare di Stabia, emergono le prime criticità segnalate dai cittadini. Al centro delle proteste, l’assenza di una biglietteria con personale umano, sostituita esclusivamente da macchine automatiche per l’acquisto dei titoli di viaggio.
Una scelta che non convince molti utenti, soprattutto anziani e persone meno pratiche con la tecnologia, che si trovano spesso in difficoltà davanti ai distributori automatici. «Dopo aver speso tanti milioni di euro per una bella stazione – si legge in una segnalazione inviata alla redazione – non è concepibile che non ci sia una biglietteria con personale. Le persone anziane vanno in confusione, non mi sembra giusto».
Nella stessa segnalazione, il cittadino punta il dito anche contro la gestione complessiva del servizio ferroviario, parlando di «treni e disservizi» e riconoscendo alla nuova struttura «l’unico merito» estetico e infrastrutturale. Il messaggio si conclude con un appello diretto ai vertici dell’EAV, in particolare al presidente Umberto De Gregorio, affinché venga presa in considerazione l’attivazione di una biglietteria tradizionale.
La stazione Stabia Scavi, moderna e strategica per i collegamenti con l’area archeologica e turistica, dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per residenti e visitatori. Tuttavia, secondo molti utenti, l’innovazione tecnologica non può prescindere dall’accessibilità e dall’assistenza, soprattutto in un territorio con una forte presenza di utenza anziana.
Resta aperto il dibattito tra digitalizzazione dei servizi e necessità di garantire inclusione e supporto a tutti i viaggiatori. Una stazione nuova, insomma, ma per molti cittadini ancora “a metà”.
Il tecnico delle Vespe parla alla vigilia della sfida al San Nicola: «Il nostro obiettivo è migliorare in ogni aspetto, dalla gestione della palla alla competitività interna. La strada è lunga, ma siamo pronti a lottare»