Foto TGR
Oggi in tarda mattinata Castellammare di Stabia è stata protagonista del programma TGR Mezzogiorno Italia, in onda su Rai 3. La puntata si apre con il ritorno alla balneabilità del lungomare stabiese, dopo oltre 50 anni. Un susseguirsi di immagini, che ritraggono le bellezze della perla del Golfo di Napoli. «Fino a pochi anni fa un grande paradosso -spiega lo scrittore Angelo Mascolo- cioè una città senza mare. È cambiata quando i cittadini hanno scoperto un nuovo amore. Fino a pochi anni fa questo posto era pieno di stabilimenti, dove si veniva per farsi un bagno, ma anche per curarsi. La sabbia nera nel litorale aveva anche scopi terapeutici. Ho raccontato di una città distrutta dalla guerra, piena di contraddizioni, ma soprattutto una città autentica. Una città dove uno degli elementi centrali era proprio il cantiere, rilanciato alla grande dopo un periodo buio, grazie anche a commissioni internazionali, che permettono di costruire un ponte tra quello che è stato il passato di questo cantiere e il futuro, che vede la città in prima linea con il mare. Provo a raccontare nei miei romanzi quest’anima che si è persa e si spera di recuperare.» Il viaggio attraverso le bellezze del territorio si sposta sulla collina di Varano. Qui troviamo le antiche bellezze della città, tra cui ovviamente Villa San Marco. Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel ha raccontato in breve le caratteristiche di questo importante sito archeologico: «Possiamo vedere non solo l’architettura dell’antica Stabia, che era un po’ la Beverly Hills dell’antica Roma, ma anche la qualità degli affreschi, spesso superiore a quelli che troviamo a Pompei. Tramite questi possiamo capire il paesaggio e gli interessi dell’epoca. Bisogna ancora lavorare tantissimo per esprimere quello che Stabia rappresenta nell'antichità. L’obiettivo è creare l’accoglienza: uno che arriva qui non trova ancora un contesto degno di queste meraviglie archeologiche. Anche qui le persone morivano durante l’eruzione: lo stesso Plinio il vecchio muore qui, vicino alla spiaggia di Stabia. Questa grande tragedia ci conserva l’arte, la vita e l’architettura in una maniera che esite solo qua.»
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