Giornata di paura e tribolazione ieri al San Leonardo. Una signora è giunta al Pronto Soccorso con febbre alta e svariati malesseri, lamentando forti dolori. I sintomi hanno indotto i medici a sospettare che potesse trattarsi di un caso di meningite e, dopo le prime cure, hanno predisposto il trasferimento all'ospedale Cotugno di Napoli, più adatto al trattamento di questa tipologia di malattie infettive. La notizia ha fatto in breve tempo il giro dell'ospedale e i medici si sono premurati di tenere a distanza i familiari dei pazienti per evitare ogni possibile contagio. La donna, una straniera di cui non state rese note le generalità, è attualmente ricoverata presso il nosocomio partenopeo, dove sono in corso gli accertamenti per verificare se sia affetta realmente dalla meningite. Qualora la diagnosi dovesse essere confermata, tuttavia, i pazienti e il personale del San Leonardo dovranno sottoporsi ad una profilassi a base di antibiotici per eludere qualsiasi possibilità di contagio del virus. L'ultimo caso di meningite al San Leonardo risale al febbraio scorso, quando un medico in servizio al reparto di rianimazione è stato contagiato ed è stato sottoposto alle cure che, dopo diverse settimane di apprensione, gli hanno consentito di superare la malattia. Le persone affette da meningite possono sviluppare, nelle prime fasi della malattia, ulteriori problemi che possono richiedere un trattamento specifico e talvolta sono indice di una condizione grave e di una prognosi peggiore. L'infezione può portare a sepsi, una sindrome da risposta infiammatoria sistemica che comporta ipotensione, tachicardia, respiro affannoso, febbre o, raramente, ipotermia. Negli adulti, un forte mal di testa è il sintomo di esordio più comune di meningite, seguito dalla rigidità del collo. La classica triade di segni diagnostici consiste in rigidità nucale, febbre alta improvvisa e alterazione dello stato mentale.