Sventato raggiro e truffatore arrestato. Lunedì alle 14 in via Marchetti il trentenne stabiese C.A. è finito in manette. Durante un servizio di controllo, gli investigatori delle sezioni "Contrasto al crimine diffuso" e "Antirapine" della Squadra mobile, hanno notato un uomo fermo davanti a uno stabile: continuava a guardare il citofono, senza suonare. I poliziotti hanno deciso di monitorare i suoi movimenti: l'uomo è entrato nell'androne, uscendo poco dopo a passo veloce. Fermato, il malfattore ha consegnato i 3mila euro che aveva appena sottratto a una coppia di anziani. Gli agenti sono entrati nel condominio e hanno trovato un novantunenne e la moglie ottantaseienne, che hanno raccontato che un uomo si era presentato nella loro abitazione e si era impossessato dei contanti.
Il 30enne si era finto avvocato - come testiominato successivamente in Questura dai coniugi riferendo ai due malcapitati che la figlia aveva investito un'anziana e aveva bisogno di 6.200 euro per evitare l'arresto. Il novantunenne si è insospettito e ha detto all'interlocutore che avrebbe chiamato la polizia: ha composto il 112 e ha parlato con una persona che si è qualificata come agente, ma all'altro capo del telefono c'era sempre il truffatore, che non ha mai interrotto la chiamata. A quel punto, i coniugi hanno fatto sapere al presunto avvocato che avevano solo 3mila euro in casa. Poco dopo l'uomo ha suonato al citofono, presentandosi come figlio dell'avvocato per ritirare il denaro. I coniugi, non convinti di quello che stava accadendo, hanno ancora esitato, finché il trentenne ha preso i soldi e si è allontanato a piedi. Ha fatto poca strada.