A margine dell'inaugurazione della mostra “Il Nilo a Pompei” incentrata sul racconto della diffusione della cultura egizia nell'Occidente, il Soprintendente dell'area archeologica di Pompei, Ercolano e Stabia, Massimo Osanna, ha celebrato il successo prodotto dalla sinergia fra tre grandi istituzioni culturali italiane, arrivata al secondo capitolo di un'iniziativa tripartita che il 28 giugno si concretizzerà nella terza tappa presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli: «La sperimentazione di connessioni e collaborazioni tra poli museali rappresenta l'ennesima sfida vinta dal sito archeologico pompeiano - ha affermato Osanna -. L'esposizione di sette statue della dea Sakhmet e di una statua del faraone Thutmosi III, unitamente alla riapertura della Casa dei Pigmei e del Tempio di Iside, ci consentiranno di aumentare un'offerta che attualmente è già piuttosto variegata. Basti pensare alla mostra “Mito e natura” inaugurata un mese fa, all'installazione delle statue di Igor Mitoraj e all'esposizione permanente delle pitture di Moregine all'interno della Palestra Grande per comprendere che finalmente a Pompei i crolli hanno lasciato il posto alle iniziative basate principalmente sul tema della conservazione e della valorizzazione del patrimonio artistico. A breve vedrà la luce anche il progetto “Pompei per tutti”, attualmente in fase avanzata di allestimento, grazie al quale i disabili potranno percorrere l'intero tratto che va da Porta Anfiteatro a Porta Marina senza barriere architettoniche, un'altra grande conquista per un'area archeologica tornata finalmente ai fasti del passato».
Se Pompei ed Ercolano brillano di luce propria, Stabia invece sta ancora cercando gradualmente di far capolino attraverso le tenebre in cui era piombata a causa delle carenti strategie di valorizzazione messe in atto dalle amministrazioni comunali cittadine. Osanna, tuttavia, ha aperto uno spiraglio per le ville romane stabiesi, auspicando un'imminente svolta anche per la vicenda relativa alla Reggia di Quisisana: «Siamo consapevoli che su Stabia c'è ancora tanto da lavorare - ha ammesso il Soprintendente -, ma siamo altresì convinti che il rilancio delle ville romane non sia un'utopia nel prossimo futuro. Stabia, infatti, rappresenta la nostra prossima priorità e in tal senso stiamo lavorando per l'allestimento del Museo Archeologico all'interno della Reggia di Quisisana. Una volta completate tutte le verifiche del caso, saranno pertanto prodotte le certificazioni che daranno il via ad un progetto che restituirà agli stabiesi un pezzo della loro gloriosa storia».