Scarichi di reflui urbani e industriali non depurati, inquinamento da fertilizzanti e pesticidi dell’agricoltura e difese naturali ridotte ai minimi termini. Il fiume Sarno, secondo i dossier di Legambiente, rappresenta ancora il destinatario privilegiato degli scarichi industriali illeciti e degli sversamenti abusivi di rifiuti, circostanza che contribuisce a renderlo il fiume più inquinato d'Europa, un titolo degradante per il corso d'acqua che scorre nell'area vesuviana e nell'agro nocerino-sarnese. Nei mesi scorsi, il governatore De Luca ha partecipato all'inaugurazione del depuratore, una struttura che invero funziona ancora soltanto parzialmente, dato che non veicola su di sé tutti gli scarichi che poi si dirigono verso il mare. L'obiettivo di restituire la balneabilità al litorale stabiese, dunque, passa anche attraverso il collegamento ai collettori di depurazione, per ora completo soltanto all'80%. Ed è per questo che l'obiettivo di rendere balneabile il mare su Corso de Gasperi e in villa comunale non è così agevole come sembra e dovrà tener conto anche del disinquinamento del fiume, la cui bonifica è ancora in alto mare nonostante svariati annunci e investimenti andati a vuoto. Il servizio di depurazione, infatti, copre meno del 50% del carico inquinante in media e Castellammare di Stabia è coperta soltanto al 60%. Negli impianti di depurazione, d'altra parte, vengono convogliati soltanto i reflui corrispondenti a 900mila abitanti su 2 milioni, un dato allarmante che non agevola il percorso finalizzato a rendere nuovamente balneabili le acque stabiesi.
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