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Castellammare - San Leonardo, il nuovo direttore impone il silenzio stampa al personale. Rivolta dei sindacati

Fsi Usae è dura: «Atti persecutori nei confronti dei camici bianchi. Il personale non deve tenerne conto»

tempo di lettura: 2 min
di genesp
20/04/2020 08:07:34
Castellammare - San Leonardo, il nuovo direttore impone il silenzio stampa al personale. Rivolta dei sindacati

Il nuovo direttore dell’ospedale San Leonardo impone il silenzio a tutti gli operatori sanitari. La dottoressa Rosa Santarpia ha deciso di usare il pugno duro contro medici ed infermieri che nelle ultime ore informavano la stampa su quello che accadeva all’interno del nosocomio di Castellammare di Stabia. Una scelta che di fatto fa infuriare i camici bianchi per i modi e le tempistiche utilizzate dal nuovo direttore che prova così a “censurare” tutti coloro che lavorano ogni giorno per il polo ospedaliero. Per il personale è vietato anche pubblicare aggiornamenti sui social come stava accadendo nelle ultime ore. Chiunque provi a violare il divieto rischia una sanzione disciplinare. Accuse, quindi, non da poco che infuocano ancora di più il clima all’interno del San Leonardo stabiese che ad oggi conta circa 19 contagiati. L’avviso, o la minaccia come l’hanno intesa alcuni sindacati, non aiuta a distendere i nervi dopo le polemiche feroci delle ultime settimane.

Sul piede di guerra il sindacato Fsi – Usae: «La suddetta disposizione, oltre a rivestire chiari ed evidenti caratteri persecutori, si distingue per una evidente, maccheronica ed ingiustificabile confusione normativa. Il segreto d’ufficio di cui all’art.326 del Codice Penale – tutela la segretezza degli atti - destinati a rimanere tali, per tutto l’iter amministrativo propedeutico alla loro emanazione” ma cessa nel momento in cui ha effettiva esecuzione “esternalizzandosi, alla platea dei destinatari” da tale momento ogni divulgazione di notizie ad essi riferita non integra il delitto di cui al citato art.326 C.P. Fin qui la giurisprudenza in materia. Non risulta alla scrivente FSI, che pubblicazioni di comunicazioni, provvedimenti, circolari ecc. eventualmente pubblicata sulla stampa o sui Social, sia avvenuta nella relativa fase di adozione».

I sindacalisti fanno fede anche sull’articolo 21 della Costituzione italiana: «Il diritto di critica, sia del lavoratore in genere che del lavoratore ”sindacalista” rimane tutelato dagli artt. 21 e 39 della Costituzione, come sancito da ampia ed autorevole giurisprudenza in materia, “qualora non si oltrepassi con accuse disonorevoli e/o non provati e riscontrati nei fatti e negli atti posti in essere”. La nota quindi è un nulla di fatto e si invita pertanto il personale tutto a non tenerla in considerazione».

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