E' rimasta solo la processione. Della festa dedicata al Santo Patrono di Castellammare di Stabia non vi è nemmeno una piccolissima traccia.
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E' rimasta solo la processione. Della festa dedicata al Santo Patrono di Castellammare di Stabia non vi è nemmeno una piccolissima traccia. Così l'effige del Santo attraversa il centro città accolto e seguito da migliaia di fedeli che, anno dopo anno, continuano a sperare in un miracolo chiamato lavoro.
Alle 18.30 il suono delle campane della Cattedrale annuncia l'uscita di San Catello, mentre Mons. Francesco Alfano recita parole di preghiera prima della processione. Ali di folla si aprono per far scivolare dal sagrato la statua di San Catello, come sempre abilmente sorretta dai portatori stabiesi. Il caldo di questa domenica pomeriggio li ha provati, ma non fermati. Alfano dispensava saluti e benedizioni alla folla che lambiva le strade. Il sindaco Nicola Cuomo, dimagrito per lo sciopero della fame, sopravanzato dal gonfalone della città, seguiva il Santo e chissà che anche lui non abbia espresso qualche richiesta miracolosa. Il silenzio era rotto di tanto in tanto dagli applausi, mentre dai balconi, colorati coriandoli salutavano il passaggio di San Catello.
Una domanda ricorrente si faceva poi largo tra i cittadini : come mai quest'anno non ci sono bancarelle? Non eventi di spettacolo, luminarie o fuochi pirotecnici che il dissesto ha per il momento "proibito", ma le semplici bancarelle. "I lavori in villa" prova così qualcuno a dare una risposta plausibile. "Dovevano iniziare i lavori in villa comunale e per questo non sono state rilasciate le autorizzazione per gli stalli". Un'unica bancarella in realtà l'abbiamo vista, proprio sotto il Palazzetto del Mare. Poi le solite, tante, esposizioni di merce abusiva degli extracomunitari. Almeno per una sera hanno dato un senso ad una festa che ormai non c'è più.