Sua eccellenza invita la città a rimanere unita; i portatori inveiscono a causa delle disdicevoli condizioni del manto stradale: "Senza i dovuti interventi non attraverseremo mai più il centro antico con il Santo sulle spalle".
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Fuga di cervelli. Crollo delle nascite. Imprese in tilt. Occupazione ai minimi storici. Esercizi commerciali che chiudono i battenti. Criminalità in forte aumento. Difficile immaginare un cambio di passo per una Castellammare che ieri si è aggrappata al santo patrono quale ultima speranza. Una svolta che sembra un vero e proprio miraggio. A meno che Stabia non si risvegli dal proprio torpore, come si augura il vescovo: "Ci sono tanti ostacoli, restiamo uniti per superarli - l'appello di Monsignor Alfano -. La grazia da chiedere a San Catello è quella di un risveglio collettivo che coinvolga tutti gli stabiesi". Durante la processione, l'autorità episcopale ha incoraggiato i fedeli dal palco allestito all'esterno dei cantieri navali: "Insieme dovete affrontare le avversità di questo difficile momento storico senza arrendervi mai - esclama -. Che la città diventi un'unica famiglia!". Un appello, quello di Sua eccellenza, che ha commosso le migliaia di cittadini presenti nel centro antico.
Un centro antico che, senza gli opportuni interventi, rischia di non essere più attraversato dal corteo. O almeno questo è ciò che si evince stando alle proteste dei portatori. "Non abbiamo mai fatto tanta fatica come quest'anno - spiegano i membri della paranza stabiese -. Non passeremo mai più per Santa Caterina con il Santo sulle nostre spalle, se prima le strade non verranno sistemate". I cavi della corrente, che pendono a neanche 4 metri da terra, costringono continuamente i portatori ad abbassare la statua; il manto stradale, in pessime condizioni, non agevola il cammino (già faticoso di suo). Ma non è tutto. "Troviamo assurdo - proseguono - che lungo il tragitto non ci sia neanche una fontana. Ce ne vorrebbe almeno una ogni 100 metri".
Insomma il risveglio auspicato dal vescovo sembra una vera e propria chimera in una città dove persino onorare il santo patrono rappresenta un'impresa ardua: basti pensare al sospiro di sollievo tirato dai portatori al rientro della statua di San Catello nella Cattedrale.