Non c’è tempo che tenga. San Catello non si ferma davanti a niente e nessuno, specialmente ora che la città ha più che mai bisogno di un miracolo per rialzarsi ed uscire dal baratro in cui è piombata. Ed il segnale di questo malessere lo si avverte anche dalla numerosissima partecipazione di persone al corteo del Santo Patrono, questa mattina capaci di sfidare un freddo pungente pur di stare accanto all’effige di San Catello e rivolgergli un’accorata preghiera.
Alle 10 in punto, nel momento in cui la statua era stata posizionata sul sagrato della Cattedrale, una leggerissima nevicata ha fatto pensare ad un rinvio dell’uscita di San Catello. Paura subito scongiurata: dopo poco che il corteo dei fedeli aveva lasciato piazza Giovanni XXIII i fiocchi di neve hanno smesso di cadere.
La statua ha così proseguito il suo percorso che l’ha portata a varcare, come tradizione vuole, i cancelli dello stabilimento Fincantieri di via Duilio. Qui il vescovo Mons. Francesco Alfano ha dedicato parole di conforto e di speranza alle tute blu stabiesi, da anni alle prese con una crisi irreversibile che proprio in questi giorni sembra vedere una schiarita.
Sempre emozionante, poi, l’uscita della statua dal cantiere, con la testa del Santo Patrono che sfiora le grate in ferro della porta. E’ solo l’abilità conseguita da anni di esperienza che permette ai portatori di effettuare una manovra così difficile e delicata.
Suggestivo il passaggio di San Catello tra i vicoletti del centro antico. Anche qui le difficoltà di manovra sono state tante, soprattutto quando alcuni cavi volanti ne hanno ostacolato il cammino.
Rimosso l’ostacolo, la processione è quindi proseguita in direzione della Cattedrale. Una folla di fedeli ha quindi salutato il rientro in chiesa della statua di San Catello con la speranza di vedere le loro preghiere esaudite.