Le immagini della rissa nel locale fecero il giro del web nel giro di pochi minuti, trasformando una serata nel cuore della movida stabiese in uno degli episodi più discussi degli ultimi mesi. Ora quella vicenda entra in una nuova fase giudiziaria. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha chiuso le indagini sulla rissa avvenuta a marzo all'interno di un bar nel centro di Castellammare di Stabia. Gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari riguardano cinque giovani ritenuti coinvolti nello scontro. L'inchiesta si avvia così verso una nuova fase. Gli indagati avranno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive, depositare eventuali documenti o chiedere di essere interrogati prima che i magistrati assumano le determinazioni finali sull'esercizio dell'azione penale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all'interno del locale si sarebbero fronteggiati due distinti gruppi di ragazzi. Tra i protagonisti della colluttazione figurerebbe anche il figlio di un esponente legato ad ambienti opachi e riconducibile al rione Cicerone, contrapposto ad alcuni giovani provenienti dal quartiere Savorito. Resta invece ancora senza una risposta definitiva il motivo che ha fatto esplodere la violenza: tra le ipotesi esaminate dagli inquirenti ci sono sia un litigio nato per ragioni banali sia contrasti preesistenti tra i gruppi coinvolti. Determinante, ai fini dell'inchiesta, è stato il lavoro svolto dalla Polizia di Stato attraverso l'analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza del locale e delle aree circostanti. I filmati hanno consentito di ricostruire la sequenza dei fatti e di attribuire i singoli comportamenti ai presunti partecipanti. A rafforzare il quadro investigativo hanno contribuito anche alcuni video circolati già nelle ore immediatamente successive ai fatti. Quella sera furono diverse le volanti della Polizia intervenute per riportare la situazione sotto controllo. Gli agenti identificarono numerosi presenti, mentre alcuni dei giovani coinvolti riportarono ferite giudicate guaribili e vennero accompagnati al pronto soccorso. A distanza di mesi, la vicenda giudiziaria è ora pronta a entrare nella fase decisiva.
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