Con una nota diretta alle Istituzioni territoriali, la comunità parrocchiale e l’associazione di volontariato Gesù Buon Pastore, si sono fatte portavoce di un bisogno del territorio in cui risiedono, per il quale si richiedono adeguati chiarimenti circa i benefici e i rischi connessi alla realizzazione del progetto di riqualificazione del Rione Savorito, oramai ai nastri di partenza.
Nella missiva diretta alla Commissione Prefettizia del Comune di Castellammare di Stabia, alla Regione Campania, alla Città Metropolitana di Napoli e alla Prefettura di Napoli, la comunità parrocchiale e l’associazione di volontariato “Gesù Buon Pastore” del Rione Moscarella-Savorito si fanno portavoce dei cittadini del territorio che chiedono «di essere informati ed eventualmente coinvolti nel progetto di riqualificazione del quartiere Savorito, ritenendolo un loro diritto».
«Sono oramai decenni che l’argomento è in discussione – sottolineano - Giunto ad una fase cruciale, gli abitanti e le realtà del territorio non vogliono sentirsi escluse dalla definizione del loro futuro, per cui chiedono chiarezza sulle modalità e i tempi di attuazione del programma di riqualificazione delle abitazioni del rione Savorito».
E’ di questi giorni, infatti, la pubblicazione del bando per il primo lotto relativo alla realizzazione del progetto definitivo ed esecutivo ed il successivo avvio dei lavori. «In una condizione normale di civiltà, di democrazia e di partecipazione – la loro riflessione - è scontato che coloro che vivono la sofferta realtà del quartiere siano interpellati e poi informati con indicazioni ufficiali, chiare, semplici e trasparenti sullo stato dell’operazione, soprattutto quando gli effetti derivanti dalla realizzazione di un progetto cambia per sempre il volto di un territorio. Diversamente, si corre il rischio di aggravare in maniera irreversibile la già precaria condizione sociale che il quartiere vive quotidianamente».
L’associazione di volontariato e la comunità parrocchiale Gesù Buon Pastore, hanno quindi fatto sapere di essere «disponibili ad organizzare un incontro presso la loro sede fra i cittadini del Rione ed i promotori del progetto di riqualificazione del territorio, per raccogliere preoccupazioni ed indicazioni propositive al fine di prevenire gli eventuali rischi conseguenti ad una decisione presa senza la partecipazione dei diretti interessati».