Il traliccio che da anni sta facendo discutere i residenti oggi è stato oggetto di un incidente per fortuna senza gravi conseguenze.
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Paura al Parco Sant'Agostino per un forte boato e per le fiamme sprigionatesi da un traliccio dell'alta tensione. Pochi minuti prima delle 20, infatti, un cavo elettrico si è staccato da uno dei punti di congiunzione del traliccio a ridosso di uno dei palazzi del parco Sant'Agostino al rione Savorito. Urtando contro il sostegno ha generato un forte boato nonchè alcune fiammate. Forte è stato lo spavento dei residenti. "Ero seduta sul divano mentre guardavo la TV - la testimonianza di una donna che descrive l'accaduto su un social network - , all'improvviso avverto un rumore assurdo e vedo delle fiamme, ebbene un cavo si stacca dal traliccio , assurdo! Più di una volta abbiamo chiesto che questo mostro venisse spostato, e che non aggredisse noi abitanti del palazzo con le sue onde elettromagnetiche, ma niente , non basta sapere che in questo palazzo ci sono stati tre casi di tumore mortali, un infarto...oggi addirittura un cavo si stacca e le fiamme quasi ci arrivano dentro casa. ..non ho parole per tutto questo...scusate lo sfogo, ma non possiamo stare sempre zitti!".
La conseguenza è stata che l'intera zona è rimasta senza corrente, ed ancora ora - a 2 ore circa dall'episodio - il rione Savorito e parte dell'Annunziatella sono senza elettricità.
La storia di questo traliccio è, infatti, lunga. Già a partire dal 2001, i residenti della zona scrivono all'Enel, denunciando i rischi di inquinamento e i danni per la salute dovuti al campo elettromagnetico generato dall'elettrodo che si trova in prossimità del Parco. La società risponde che gli impianti sono progettati e realizzati nel rispetto delle leggi e delle normative vigenti , per cui sono ampiamente rispettati i limiti dei valori di campo elettrico e magnetico previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'aprile 1992, al tempo in vigore. I condomini non si arrendo e scrivono nuovamente all'Enel, che fornisce la stessa risposta, annunciando, però, che nei programmi di sviluppo delle reti di distribuzione primaria è prevista la graduale eliminazione del livello di tensione a 60 kV, per cui nel medio-lungo termine, sarà smantellata la linea in argomento. Per accelerare il processo, gli abitanti del parco Sant'Agostino, che avevano già informato in più occasioni l'amministrazione comunale, fanno pressing sul primo cittadino, Salvatore Vozza. Siamo nel 2006. In estate viene firmato un protocollo d'intesa tra l'amministrazione comunale e l'Enel per lo spostamento del traliccio posto davanti agli edifici della cooperativa in questione. A distanza di mesi, la procedura per lo spostamento dei cavi non è stata avviata. Si dovrà aspettare settembre 2007 per un impegno economico del comune di Castellammare, che provvederà ad effettuare un versamento di 30mila euro all'Enel, "non appena sarà esecutiva la determina dirigenziale del settore lavori pubblici per lo spostamento del traliccio", si legge nel documento. Nulla si muove, fino al 2009, quando i condomini alzano nuovamente la voce. A luglio, il sindaco di Castellammare scrive all'Asl Na3 Sud, all'Arpac, al comitato della cooperativa Sant'Agostino e al dirigente del IX settore, convocando un incontro a palazzo Farnese. Sembra che le cose stiano finalmente cambiando. E invece no. Tutto è rimasto inalterato, compreso il campo magnetico e i rischi per la salute. Nel 2009 la rete elettrica di Alta Tensione, e quindi di questo traliccio, passa a Terna.
Nel febbraio scorso la questione di questo traliccio finì sul tavolo regionale della commissione consiliare permanete che si occupa di Ambiente, energia e protezione civile che convocò in audizione tutte le parti in causa. "Oggi ci tocca constatare la totale assenza delle parti interessate ma, soprattutto, registriamo il totale disinteresse dei rappresentanti del Comitato Cooperativa Sant'Agostino anch'essi assenti" commentò il presidente della commissione Colasanto. Ancora più amaro il commento della Consigliera Beneduce che, con forza, aveva chiesto l'audizione e che segue la questione anche dal punto di vista strettamente medico: "La presenza in Commissione dei tecnici della società Terna avrebbe consentito un confronto e chiarito i tanti dubbi che da anni rimangono insoluti" ha dichiarato la Beneduce. In assenza delle parti convocate la decisione unanime è stata quella di interessare della questione la Commissione Consiliare Speciale Trasparenza e la Commissione Consiliare d'Inchiesta Anticamorra per la verifica di tutti gli aspetti procedurali ed autorizzativi".
