Un'istanza per chiedere di ottimizzare la pulizia e la sorveglianza nel rione Mercato. L'associazione “Piazza Attiva” si rivolge nuovamente all'amministrazione comunale affinché intervenga per restituire il decoro ad un'area molto frequentata dai bambini. Il rione, infatti, racchiude tre scuole (Nido Carducci, Materna Carducci e Basilio Cecchi) che lo rendono a tutti gli effetti un quartiere scolastico, famoso purtroppo nell'immaginario collettivo soprattutto per la massiccia quantità di rifiuti che riempie costantemente le sue strade e le aree circostanti le scuole. Una piaga costante che non sembra avere fine neppure dopo le svariate denunce effettuate nel corso degli anni e che si protrae nel tempo «Molti piccoli alunni percorrono e stazionano nelle sue strade per almeno 10 anni della loro vita e con loro anche i loro genitori, oltre agli abitanti del rione - hanno spiegato i rappresentanti di Piazza Attiva -. È prassi ormai dover camminare tra i rifiuti inalando cattivi odori (male minore) e polveri di rifiuti edili, in alcuni casi pericolosi come l'amianto, costantemente presenti anche sotto le finestre delle aule della Basilio Cecchi e del Nido Carducci. Tutto questo ad opera di persone che non seguono nessuna regola e non hanno il minimo rispetto neanche per la salute dei giovanissimi studenti che animano il quartiere». L'associazione ha poi sottolineato l'intento che intende perseguire, per il quale ha richiesto un incontro con l'amministrazione comunale. «A seguito delle ultime denunce per sversamenti di rifiuti tossici - spiegano - e per i ripetuti atti vandalici protratti a danno dei complessi scolastici di cui sopra, Piazza Attiva, unitamente a questi ultimi, ai condomini della zona e a tutti i firmatari della raccolta firme, ha richiesto un incontro con l'amministrazione affinché siano ottimizzati ed aumentati i servizi di pulizia e sorveglianza e l'attuazione ed inasprimento delle sanzioni per i trasgressori. Tutto questo al solo scopo di migliorare la qualità della vita in un quartiere scolastico e per salvaguardare soprattutto la salute dei piccoli alunni che rappresentano le nostre generazioni future».
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