"E' la conquista di un popolo che vuole sentirsi popolo".
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“Una città in dissesto economico, servizi inesistenti, macchina comunale inadeguata, tesori artistici nascosti e dimenticati, centro antico abbandonato e tanto altro ancora. Gli stabiesi non possono rimanere in silenzio di fronte a tutto questo". Con queste premesse, circa 400 cittadini si sono riuniti questa mattina in Piazza Matteotti a Castellammare di Stabia per poi attraversare la città fino al piazzale antistante le Antiche Terme. Nessun simbolo di partito, nè di associazioni di alcun tipo. Solo striscioni di protesta e di speranza, quella a cui si appellano gli stabiesi per un futuro migliore.
"E' la conquista di un popolo che vuole sentirsi popolo - ci racconta un partecipante - Vogliamo risvegliare le coscienze di un popolo che sono oggi sopite. Siamo stanchi"
Una passeggiata di protesta che bissa quella di circa un mese fa quando a sfilare per le strade cittadine furono circa 1000 persone. Complice la giornata festiva ed un orario non troppo comodo, la manifestazione ha comunque sortito il suo effetto: unire tantissimi cittadini tutti stanchi di vedere una città sempre più in affanno. "La realtà è sotto gli occhi di tutti - racconta un altro manifestante - Non ci sono più sbocchi occupazionali. Nessun giovane riesce ad immaginare un proprio futuro qui a Castellammare. Chi oggi amministra la città non ha un programma di sviluppo futuro. Chi l'ha amministrata ieri si è reso corresponsabile del fallimento di questa città. Quindi è solo dalla classe cittadina che possono nascere nuove idee di sviluppo".
A fare da cassa di risonanza all'insorgere civile degli stabiesi sono sempre più i social network. Una pagina facebook, in particolare, da tempo si è fatta promotrice di eventi cittadini di questo tipo. "Ricominciamo da tre". "Castellammare non deve ricominciare da zero - dice Nicola Pede, amministratore della pagina - Castellammare deve ricominciare da tre. E le prime due cose sono sicuramente le ricchezze naturali del territorio e dai cittadini stabiesi".
A sfilare in corteo anche un gruppo di ex lavoratori termali, sempre più agguerriti e delusi dalla classe politica cittadina. "Siamo qui a manifestare un dissenso contro un'amministrazione che ci ha abbandonati - dice un termale - contro una politica che ci ha lasciati soli, nonostante abbiamo più volte ribadito che la città può vivere di termalismo. Il sindaco Nicola Cuomo si deve vergognare dell'atto vile che ha fatto, per il licenziamento dei termali, sapendo benissimo che si tratta di attimo che ha ucciso centinaia di famiglie".