«Sono necessari chiarimenti sul regolamento per l’installazione dei gazebo per non mettere in difficoltà le attività commerciali con l'avvicinarsi del periodo estivo». A dirlo è Alessandro Zingone, consigliere comunale del gruppo Per Castellammare che lancia l'allarme in merito al nuovo regolamento comunale per l'occupazione del suolo pubblico con i dehors. Quest’ultimo sarebbe già finito nel mirino della Guardia di Finanza per alcune presunte irregolarità nei permessi rilasciati nel recente passato. «Il consiglio comunale ha approvato il regolamento per i dehors, rivedendo ed emendando il documento che la giunta comunale aveva precedentemente approvato - racconta Zingone -. E’ uno strumento importante per gli operatori commerciali del territorio e per l’economia, turistica e non, cittadina. Per questo comprendo l’urgenza ed il senso di disorientamento manifestato dai commercianti agli esponenti politici locali. Diventa però necessario che l’assessore, per di più tecnico, ed il dirigente (che ha approvato la regolarità tecnica del regolamento) chiariscano se la maggior parte delle strutture presenti in città e che sono previste nel regolamento, necessitino di un permesso a costruire per poter essere approvate». La fretta, secondo il consigliere comunale, può aver indotto a valutare con superficialità il testo approvato e a pensare di perfezionarlo successivamente. «Così come è strutturato potrebbe indurre i commercianti a commettere reato (penale): non sembra il caso». L'allarme di Zingone mira a salvaguardare le attività. Durante le Commissioni Urbanistiche, le minoranze avevano espresso la necessità di migliorare il regolamento prendendo in considerazione anche i permessi a costruire. Le richieste non sarebbero state prese in considerazione. «Il DPR 2016 ha stabilito che per i manufatti è necessario la SCIA – spiega Zingone -; e preciso che, per quanto riguarda questo aspetto, il dirigente e l'Avvocatura non hanno riscontrato problemi. Ora verrebbe da chiedere: a quale DPR 2016 fa riferimento? Da dove nasce la deduzione che i dehors siano manufatti? È notorio a tutti che la realizzazione di qualcosa che sia privo del pertinente titolo edilizio comporta, oltre che oneri ed obblighi di rimozione immediata, principalmente l’imputazione ex lege di un possibile reato penale. Purtroppo si registra una eccessiva leggerezza nel trattare questo argomento che invece necessita di ben più serio approfondimento». «Il regolamento non distingue tra tipologie di installazioni che invece prevalgono sulla natura del titolo edilizio da richiedere. Non distingue neppure per zone di territorio per cui tutti pagano lo stesso importo per metro quadro sia in centro che in periferia. Ci sarebbero anche molti altri aspetti - conclude Zingone - che sono di evidente approssimazione ma si possono considerare errori veniali. Sarebbe stato sufficiente verificare come operano comuni vicini, come Salerno, che essendo anch’esso sul mare, vive la problematica in termini complessivi molto simili».