Pur essendo ormai la brutta copia dell'incantevole distesa di alberi secolari che ha ispirato persino Boccaccio nel suo Decamerone, i boschi di Quisisana continuano a rappresentare una delle mete preferite per i pic nic degli stabiesi, che a Pasquetta hanno popolato in massa il Parco dominato dalla reggia borbonica per la consueta gita fuori porta del Lunedì dell'Angelo. Peccato che gran parte dei “vacanzieri per un giorno”, nell'attrezzarsi di cibarie e bevande di ogni genere, abbia dimenticato a casa educazione e civiltà. Lo scempio che si palesa agli occhi di chiunque oggi si inoltri tra i boschi è una pugnalata nel cuore di una città il cui degrado ha contagiato anche i suoi abitanti: i gitanti di Pasquetta, infatti, hanno sporcato e imbrattato ogni cosa, lasciando sul terreno tovaglie, posate, condimenti e cibo avanzato, ed hanno persino divelto i muretti per accendere fuochi, arrecando danni enormi alla vegetazione. L'assurdo scenario, frutto di indifferenza e scarso rispetto nei confronti del territorio natio, è una ferita alla dignità di una città che assiste agonizzante alla graduale decadenza delle sue straordinarie ricchezze, uno strazio che neppure il moto pacifico di ribellione delle associazioni di volontari sembra in grado di arrestare. Il degrado dei boschi di Quisisana si estende anche alle strade circostanti. In via Giusso, storica arteria che collega Castellammare di Stabia col Monte Faito, in parte interdetta persino al transito pedonale a causa del pericolo smottamenti, auto e furgoni, incuranti del divieto di transito, continuano senza alcun controllo a scaricare ogni tipo di materiale (elettrodomestici, vernici, giocattoli, materiale edile, pneumatici). I frequenti incendi diffondono così nell'aria un odore nauseabondo che si propaga per gran parte della zona collinare stabiese e le fiamme generano polveri e fumi tossici, estremamente dannosi per la salute dei cittadini. Eppure qualcosa sembra muoversi nelle stanze della politica stabiese. Nell'ambito dello schema di programma delle opere pubbliche adottato per il triennio 2016-18, una particolare attenzione è stata infatti destinata al Parco di Quisisana, il cui stato di incuria e abbandono è davvero desolante. Ben 750mila euro con devoluzione di mutuo, infatti, dovrebbero essere destinati al consolidamento della muratura perimetrale e al ripristino del collegamento di via Grottelle con via Tuoro e Monte Coppola, evitando l'attraversamento del Parco, per il quale nelle successive annualità sono previsti interventi di restauro con l'ipotesi di un'eventuale chiusura nelle ore serali per preservarlo da atti vandalici, in considerazione dell'importanza storico-naturalistica e paesaggistica dell'intero complesso borbonico. Il progetto si pone l'obiettivo di rilanciare l'intera area, al fine di trasformare Quisisana in un'importante attrattiva turistica con la collocazione del museo archeologico e di altre attività culturali e ludiche. Toccherà ora alla futura amministrazione dare seguito all'iniziativa e riportare finalmente i boschi di Quisisana ai fasti di un tempo.