Ogni volta che veniva "stuzzicato" dai giornalisti sulle ragioni del suo addio al Napoli lui nicchiava sempre dicendo che nel tempo tutto si sarebbe chiarito. E quel giorno per Fabio Quagliarella, bomber di Castellammare ed ex attaccante del Napoli e ora in forza al Torino, è arrivato oggi quando è stato chiamato a deporre nel processo che lo vede vittima di uno stalker, l'agente di polizia postale R.P.. "De Laurentiis mi mandò via da Napoli a causa di alcune lettere anonime arrivate a Castelvolturno che parlavano di me, coinvolto con clan e ambienti vicini alla droga". Parola di Quagliarella, queste le sue deposizioni davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata dove è stato chiamato a rispondere alle domande di pm e giudici questa mattina. Il processo è quello che vede un unico imputato, il poliziotto-stalker che tramite lettere e messaggi ha infangato tanti vip tra cui lo stesso bomber stabiese. Per lui 20 lettere diffamatorie nell'arco di 3 anni, inviate alla società azzurra e anche alla famiglia. Quest'oggi di sicuro il centravanti si sarà tolto un magone che aveva da tempo. Un vero e proprio stalking ai danni dell'attaccante, perseguitato anche dopo il trasferimento alla Juventus: arrivarono lettere che minacciavano conseguenze per i familiari di Quagliarella. "Sono stato malissimo", l'amaro commento dell'attaccante che attualmente non passa un momento felice con la tifoseria granata dopo le "scuse" seguite al gol su rigore realizzato nel match del San Paolo.