Le accuse sono pesanti: associazione a delinquere di tipo mafioso, esercizio di scommesse clandestine e riciclaggio di denaro di provenienza illecita.
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Processo "Golden Gol", la Direzione distrettuale antimafia vuole il processo di secondo grado per i vertici del clan D'Alessandro e i dirigenti dell'agenzia di scommesse Intralot. Il pm dell'antimafia partenopea Pierpaolo Filippelli ha impugnato la sentenza di primo grado, arrivata la scorsa estate, con cui sono stati assolti il boss Enzo D'Alessandro e due dirigenti dell'agenzia di scommesse Antonio De Simone e Maurizio Lopez mentre, invece, condanne per l'ex dirigente della Juve Stabia Roberto Amodio e tre persone gestori di punti scommesse. Secondo l'inchiesta della Dda di Napoli, culminata in un'operazione nel 2011, il clan aveva riciclato i soldi frutto di estorsioni ed usura con l'apertura di varie agenzie di scommesse, con la connivenza dei due dirigenti Intralot De Simone e Lopez (i vertici della concessionaria si sono sempre detti estranei alla vicenda), nel comprensorio stabiese e in Emilia Romagna. Tesi ridimensionata quando i giudici in primo grado hanno assolto sia il boss Enzo D'Alessandro che i due dipendenti della concessionaria greca. Ora, però, il pm Filippelli impugnando la sentenza di primo grado ha chiesto alla Corte d'Appello di Napoli di fissare la data dell'inizio del processo. Le accuse sono pesanti: associazione a delinquere di tipo mafioso, esercizio di scommesse clandestine e riciclaggio di denaro di provenienza illecita.