Al Tribunale di Bologna si stanno tenendo le udienze del processo dopo che Napoli si dichiarò incompetente per territorio.
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Processo-stralcio "Golden Gol 2": l'agenzia scommesse di Rimini era uno strumento per riciclare i soldi sporchi del clan camorristico dei D'Alessandro di Castellammare oppure era un semplice corner per le puntate degli scommettitori? A queste domande cercheranno di rispondere i giudici del Tribunale di Bologna dove in questi giorni si stanno tenendo le udienze del processo dopo che Napoli si dichiarò incompetente per territorio e il presunto riciclaggio si sarebbe consumato quindi proprio a Rimini. Il procedimento vede imputati Espedito Amodio ed il boss della cosca di Scanzano "Enzuccio" D'Alessandro: sono loro che, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) avrebbero riciclato con il centro scommesse il denaro proveniente dagli affari della camorra. Amodio, amico del boss, aprì nel 2008 il centro a Rimini: alla gestione seguì Domenico Pizzella che nelle scorse ore ha deposto davanti ai giudici di Bologna. Pizzella ha ribadito di non aver mai avuto a che fare con Vincenzo D'Alessandro ma solamente con Amodio durante il passaggio dell'agenzia di scommesse. Anche altre persone chiamate dalla difesa hanno già sottolineato lo stesso aspetto. Nel corso dell'inchiesta, però, è emerso che Amodio ha aggiornato sui lavori in corso direttamente il boss Vincenzo D'Alessandro.