Via Petraro
È una periferia abbandonata a se stessa quella che si presenterà domenica prossima al ballottaggio tra i candidati a sindaco Pannullo per il centrosinistra e Cimmino per il centrodestra. Al di là del cancro rappresentato dalla compravendita dei voti diffusa da anni soprattutto nei quartieri meno agiati, è nelle ultime settimane scattata anche una vera e propria emergenza sanitaria che attanaglia in particolar modo il rione C.M.I. ed il Petraro. L’area dei cantieri metallurgici, ironia della sorte teatro del servizio trasmesso dall’emittente La7, è stata attanagliata da un’epidemia di zecche che ha allarmato soprattutto i residenti che affacciano sui binari ferroviari della tratta Castellammare - Torre Annunziata. La motivazione va probabilmente ricercata nella illegale discarica a cielo aperto venutasi a creare di giorno in giorno in zona a causa dei sacchetti selvaggi di ogni genere lì deposti da autentici vandali. Un’emergenza igienico-sanitaria che risparmia il tratto di via Petraro che collega Castellammare a Varano solo perché lì la quasi totalità delle abitazioni sono collocate solo all’inizio dell’arteria stradale che, evidentemente non a caso, è divenuta quasi impraticabile negli ultimi metri. Che dei cittadini incivili fossero soliti abbandonare rifiuti ed elettrodomestici di grandi dimensioni, tra l’altro talvolta dandogli fuoco, nella stradina abbandonata che porta al rione Moscarella era risaputo, ciò che allarma è che ormai il fenomeno si sia allargato coinvolgendo la stessa strada principale sui cui lati è impossibile non notare una tazza da bagno abbandonata con disinvoltura quasi si trattasse di una lattina. E la situazione peggiora negli ultimi metri dove, come si può notare dalla foto, la spazzatura occupa quasi l’intera carreggiata rendendo quasi impossibile il passaggio degli automobilisti e dei pedoni. Un’emergenza più volte segnalata dai residenti nel corso degli ultimi anni con Palazzo Farnese che, indipendentemente dall’amministrazione governante, non è mai intervenuto con decisione nonostante i tanti esponenti delle periferie annoverati nei molteplici consigli comunali susseguitisi. Perché, se da un lato è vero che il popolo è attualmente concentrato sulla villa comunale e su una querelle lavoro di cui troppo poco si discute al di là delle promesse da campagna elettorale tante volte impossibili da mantenere, non si possono puntualmente dimenticare le periferie ed i loro annosi problemi come, restando in via Petraro, la questione degli allagamenti, della rete fognaria e dell’asfalto che ripresenta le solite buche alle prime piogge. E gli altri quartieri non trascorrono certo giornate migliori in caso di acquazzoni come dimostrato da recenti episodi. Senza dimenticare, chiaramente, le tante altre criticità di una città che da troppo tempo sta attenendo di risorgere dopo la tragedia. “Post fata resurgo”, prima o poi…