Positivo al Covid, inizia il calvario per un cittadino stabiese. Da ieri mattina, appresa la notizia, il signor G. tenta di chiamare il suo medico di base per informarlo ed avviare l’iter di cura e monitoraggio previsto. Tentativi inutili, come quelli fatti con la guardia medica, gli uffici comunali e l'ASL stessa. Dopo aver accusato i sintomi più lievi della malattia ha deciso di fare il tampone e all'esito positivo del test non ha però ricevuto nè cure nè indicazioni su come comportarsi. Dopo aver saputo si essere positivo hanno effettuato il tampone anche sua figlia, una bambina piccola, e la sua compagna che per fortuna al momento risultano negative. Nemmeno il suo medico di base ha risposto alle sue insistenti chiamate e con una bambina piccola in casa non sa come fare nel malaugurato caso le sue condizioni dovessero peggiorare. Anche per procurarsi generi alimentari è stato complicato visto che la coppia non può uscire di casa.
«Fortunatamente ho mia mamma che in caso dovesse servirmi può lasciarmi medicinali o altro fuori la porta – ci racconta al telefono - Io racconto la mia situazione perchè sono preoccupato. Come me ci sono centinaia di persone che magari non hanno nessuno che gli lasci le cose fuori la porta e pur essendo positivi poi se ne vanno in giro. Così il virus non lo fermiamo. Io parlo perchè tutto questo è ingiusto! Io questa mattina ho fatto più di un tampone per essere sicuro ma poi non so che fare. Dopo essermi assicurato della mia positività con più tamponi sono andato sulla piattaforma per vedere se risulto tra i positivi, e risulto, ma la farmacia non mi ha dato indicazioni mi ha solo detto di stare a casa. Il medico non risponde, la Guardia medica nemmeno, il Comune mi ha risposto che loro non possono fare niente, il Centro Covid non risponde... Io adesso che devo fare? Vorrei parlare col medico, magari mi dice prendi questa pillola o quest'altra. Manca l'assistenza ed è strano e grave. Io adesso non so che devo fare e in casa ho una bambina che adesso abbiamo messo in un’altra stanza della casa. Per fortuna non ho bisogno di assistenza medica altrimenti non saprei proprio a chi rivolgermi. Per la spesa fortunatamente ho ancora un po' di scorte delle feste di Natale ma finiranno. L'acqua l'ho dovuta comprare oggi e me la sono fatta consegnare. Devo dire che una cassa d'acqua mi è costata quattro euro con la consegna. Ora io sono fortunato perchè ho un lavoro ma ci sono tanti qui dove abito che non hanno una grande possibilità economica e il timore è che vadano in giro nonostante siano positivi perchè non tutti pagano una cassa d'acqua quattro euro. Ma non incolpo nemmeno il commerciante perchè la consegna implica il consumo di carburante ed è giusto che uno la paghi però penso a chi magari non può e così ripeto il virus non lo battiamo. Io vorrei dire al Comune e alle istituzioni: mettete qualcuno ad aiutare le persone in quarantena a casa magari per le piccole cose come la spesa. Chi non ha familiari come fa? Ci sono tanti anziani che hanno i figli in altre città come fanno? Non c'è assistenzialismo, il brutto di questo virus è che siamo soli. Io sono vaccinato e quindi sto un po' più tranquillo e sto bene, spero però che domani qualcuno mi risponda» conclude il suo racconto.