Emblema della città, emblema della sporcizia e dell'incuria. Piazza Giovanni XXIII croce e delizia degli stabiesi. La delizia appartiene al passato, agli anni '70. La croce da lì in poi. Sosta selvaggia, anche qui regna sovrana. Rifiuti abbandonati ovunque. Fioriere incolte. E' questa l' istantanea scattata da una fotografa che ha la sua attività nella piazza. Un pugno in pieno volto a chi la guarda. "È la piazza dove è il Comune, la Cattedrale. La piazza dove vige la completa anarchia e il completo abbandono. Come cittadina che paga le tasse chiedo aiuto". Un appello, un grido d'aiuto non solo per sé stessa, ma per una intera comunità. "Sono molto amareggiata - prosegue - Ogni mattina che apro il negozio devo avere questa visione di degrado e abbandono. Devo raccogliere personalmente i rifiuti perché non c'è pulizia. Eppure tutto questo si svolge sotto la finestra del sindaco" dice. Ma anche sotto quella del comando dei vigili. "Sono stato testimone di un passato glorioso - racconta un uomo - fino agli anni 70. Poi del suo inesorabile declino. Il guaio lo ha fatto il terremoto. Non sulle cose ma sulle persone. Sono arrivati soldi a palate che alimentavano i delinquenti. Ora ci vuole un miracolo" l'amaro sfogo. Sui social è un susseguirsi di lamentele e ricriminazioni che coinvolgono non solo piazza Giovanni XXIII ma tante altre zone della città. Da via Cosenza alle periferie, da via Einaudi a via Bonito. Ovunque gli stessi problemi e, per i cittadini, gli stessi responsabili. I politici e gli stessi stabiesi, "incivili - dicono - ma anche incapaci di imporsi a chi ci governa e alle forze dell'ordine".
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