Luigi Bobbio è stato condannato dalla sezione campana della Corte dei Conti per l'allora famoso episodio delle "penne" regalate ad assessori e consiglieri per il Natale del 2010.
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Circa 4mila euro da risarcire alle casse di Palazzo Farnese: l'ex sindaco di centrodestra Luigi Bobbio è stato condannato dalla sezione campana della Corte dei Conti per l'allora famoso episodio delle "penne" regalate ad assessori e consiglieri per il Natale del 2010. La decisione della magistratura contabile è stata resa nota nelle ultime ore. Bobbio (allora primo cittadino ed ex magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e attualmente in servizio al Tribunale di Nocera Inferiore) dovrà restituire al Comune 3.985 euro mentre la stessa Corte dei Conti ha assolto Vincenzo Battinelli che nel 2010 era dirigente del settore Affari Generali. Da ricordare che l'episodio delle 57 penne personalizzate assurse agli onori della cronaca già all'epoca dei fatti con diversi consiglieri comunali di opposizione che non solo rifiutarono il prezioso regalo rispedendolo al mittente ma sollevarono un polverone sulle spese. L'acquisto dei regali (esattamente stiamo parlando di 53 "Delta Roller Ball", 4 "Delta Stilo", 10 confezioni con prodotti tipici e 50 panettoni da distribuire tra i dipendenti) fu iscritto tra le cosiddette "spese di rappresentanza", una voce di bilancio dedicata agli investimenti che dovrebbero di fatto aumentare il prestigio del Comune verso altre istituzioni. Così non è stato, secondo la Corte dei Conti, per due motivi. Come prima cosa le penne sono parse un regalo che l'Ente fece a sé stesso in quanto solamente 7 delle 57 penne furono regalate ad "esterni", ovvero: l'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi, il governatore della Regione Campania Stefano Caldoro, i vertici della Provincia di Napoli e quelli delle forze dell'ordine. Inoltre nella sentenza sarebbe ben specificato che, nonostante il Comune di Castellammare quell'anno dovesse fare i conti con pesanti ristrettezze economiche e quindi redigere un dettagliato rendiconto di gestione, l'Ente mancò di stilare l'elenco.
Ad innescare l'inchiesta della corte dei conti regionale fu una denuncia di Rosa Cuomo, candidata a sindaco alle amministrative del 2010.