Passerella ciclopedonale di viale Brianza a Monza, sono giunte ieri le richieste del PM Franca Macchia nell’ambito del processo avviato in seguito alla denuncia dell’ex addetto alla sicurezza del cantiere Gennaro Ciliberto. Cinque gli imputati accusati, a vario titolo, di attentato alla sicurezza dei trasporti e minacce. Tra questo anche alcune persone di Castellammare di Stabia.
In base alla denuncia e alle ricostruzioni fatte dagli inquirenti, sembra che i pezzi della struttura, realizzati a Castellammare di Stabia, una volta montati a Cinisello Balsamo non combaciavano. A quel punto sarebbe stato ordinato agli operi di riempire gli spazi vuoti con i tondini di ferro.
Nello specifico, il pm ha chiesto 4 anni per Mario Vuolo, ritenuto amministratore di fatto della Carpenfer di Castellammare di Stabia che ha realizzato le opere metalliche; 9 mesi per suo figlio Pasquale; 2 anni e 3 mesi per il direttore di cantiere Alfio Cirami; un anno e mezzo di condanna per Ernesto Valiante, amministratore di Italsoa di Afragola, che aveva rilasciato le certificazioni affinché Carpenfer potesse prendere parte agli appalti pubblici nonostante Mario Vuolo fosse stato segnalato per presunti legami con la camorra della zona vesuviana.
Lo stesso PM, inoltre, ha chiesto l’assoluzione per il direttore tecnico dei lavori Edmondo Troisi poiché è stato ritenuto avesse un ruolo solo formale e nessun compito operativo.
Tutti gli imputati, comunque, hanno rigettato le accuse a loro carico e, per il tramite dei loro difensori, chiederanno l’assoluzione. La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 26 maggio.