Dalla sua scarcerazione qualcosa è cambiato a Castellammare di Stabia. I tassi sono stati aumentati così come i raid punitivi: nessuno veniva risparmiato, neanche chi era imparentato con altri criminali. Luigi Di Martino o' profeta era diventato l'incubo di tutti gli imprenditori della periferia nord della città delle acque. E a testimoniarlo sono in particolare due inchieste: quella Olimpo del dicembre scorso e quella di pochi giorni fa, Mercato dei Fiori. Grazie all'aiuto di Giovanni Cesarano e Aniello Falanga, bussava alle porte dei tanti commercianti imponendo 1500 euro al mese (che venivano ritirati il 10 di ogni mese) e 10 euro per ogni pedana di fiori scaricata nel mercato fra Castellammare e Pompei. E chi non pagava? Rischiava pestaggi e allo stesso tempo anche un blocco alla propria attività nel mercato a confine con Pompei.
Di Martino, arrestato nel 2017 per la maxi inchiesta che vedeva coinvolti anche alcuni clan di Scafati, è stato al centro di alcune operazioni delle forze dell'ordine negli ultimi mesi. In particolare è stato raggiunto da tre ordinanze di custodia cautelare nel giro di un anno: una per le estorsioni ricostruite all'interno dell'inchiesta Olimpo, un'altra per l'organizzazione di un omicidio avvenuto a Battipaglia qualche anno fa e l'ultima pochi giorni fa per il pizzo imposto nel suo quartiere. Il modus operandi de o' profeta è sempre lo stesso: minacce e tassi elevatissimi. Tanto che alcune delle vittime hanno iniziato a rimpiangere i suoi predecessori a capo della cosca, come Nicola Esposito o' mostro che a differenza del Di Martino applicava prezzi meno salati. Nessuno però ha mai pensato di denunciare i propri estorsori alle forze dell'ordine: la paura delle ripercussioni personali è stata più grande della voglia di fare giustizia.
Di Martino, una volta diventato nuovamente il reggente della cosca, non ha imposto un aumento dei prezzi solo agli imprenditori del mercato dei fiori ma anche a tutti gli altri che lavoravano in altre zone della città. Lo stesso Adolfo Greco fu costretto ad aumentare la rata estorsiva nonostante avesse stretto un accordo con Nicola Esposito e nonostante la sua amicizia con Vincenzo D'Apice, altro ras dei Cesarano al momento in carcere. O' profeta voleva recuperare il tempo perso in carcere e dal 2014 ha cercato di incrementare i guadagni della cosca. Ma le forze dell'ordine sono riuscite a ricostruire tutti i suoi movimenti assicurandolo nuovamente alla giustizia.
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