L'indagine avviata nei giorni scorsi dalla Procura di Torre Annunziata in merito alla presenza di autentiche discariche a cielo aperto che campeggiano tristemente nella periferia stabiese ha messo in allarme l'amministrazione comunale. L'attività di rimozione dei rifiuti presenti in città messa in moto dall'assessore all'Ambiente Francesco Balestrieri si è dunque ampliata anche ai quattro siti nel mirino degli inquirenti, intenzionati più che mai a scovare e a punire i responsabili di questo scempio. Il Comune, d'altra parte, aveva già deciso di investire un'ingente somma per le emergenze ambientali, considerando anche i pericoli generati dalla presenza di lastre di amianto tra i rifiuti. La bonifica è stata così attivata e completata in breve tempo ad opera della Buttol srl, che ha ricevuto dall'Ente stabiese l'affidamento del servizio di rimozione dei rifiuti nell'isola ecologica di via Fondo d'Orto, via San Benedetto, via Passeggiata Archeologica (località Varano adiacenze Villa Arianna), Vico Sant'Anna, per una spesa complessiva che sfiora i 100mila euro. In particolare, la bonifica dell'isola ecologica ha richiesto oltre la metà dell'intero importo, vista la necessità di contemplare i cisto riguardanti il caricamento, la gestione di materiali, i disinfettanti, le analisi e la caratterizzazione dei rifiuti, i costi di trasporto (a viaggio per cassone max 120 viaggi) e i costi di smaltimento tessili e raee. L'amministrazione conferma così il proprio intento di garantire almeno una decorosa igiene urbana, non potendo nel contempo abbattere le aliquote per la tassa sui rifiuti, vera e propria tegola per gli stabiesi che per i prossimi cinque anni saranno costretti a pagare un'imposta tra le più care dell'Italia intera.