Secondo le indagini della procura di Nocera Inferiore e dei carabinieri di Scafati la morte di Pino Russo, 54anne imbianchino di Angri, non avvenne a seguito di un incidente stradale ma bensì per una caduta dal tetto di un'abitazione a cui l'operaio stava lavorando.
tempo di lettura: 1 min
Tribunale di Torre Annunziata
Il suo operaio cadde dal tetto di un'abitazione e dichiarò di averlo investito con l'auto: imprenditore stabiese di 54 anni rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo, falso, simulazione di reato e minacce.
Secondo le indagini della procura di Nocera Inferiore e dei carabinieri di Scafati la morte di Pino Russo, 54anne imbianchino di Angri, non avvenne a seguito di un incidente stradale ma bensì per una caduta dal tetto di un'abitazione a cui l'operaio stava lavorando.
Una svolta choc nelle indagini della procura nocerina che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per un imprenditore stabiese, titolare della ditta per cui lavorava Pino Russo. Ad accompagnarlo all'ospedale "Scarlato" di Scafati, nel febbraio del 2011, fu proprio il titolare stabiese dell'impresa che dichiarò di aver investito l'uomo, una lunga agonia e poi il decesso.
Ma per gli investigatori, che immediatamente aprirono un'inchiesta sulla morte di Pino Russo, erano troppe le cose che non quadravano. Il primo sospetto: proprio il datore di lavoro a investire un suo operaio. Poi i risultati degli esami clinici: le contusioni e le gravi ferite al capo non erano compatibili con la dinamica dell'incidente.
Ed infine le pressioni ai colleghi di Pino da parte dell'imprenditore stabiese affinchè tacessero davanti agli inquirenti sulla verità dei fatti, ovviamente per evitare che gli venissero addebitate accuse per la mancanza di sicurezza sul cantiere sito in un'abitazione privata.
Così l'imprenditore 54enne ora dovrà affrontare un processo con gravi capi di imputazione.