Sebastiano Corrado fu ucciso su ordine del clan D’Alessandro. La svolta nelle indagini arriva trent’anni dopo l’omicidio del consigliere comunale, assassinato l’11 marzo 1992. Quattro persone sono state iscritte nel registro degli indagati con l'accusa di concorso in omicidio con l'aggravante di aver agevolato il clan. Secondo le ricostruzioni effettuate dalla Dda, infatti, a dare l’ordine furono Michele D’Alessandro, oggi defunto, Luigi D’Alessandro, e gli affiliati Vincenzo Messina (anch’egli defunto) e Catello Buonomo con la complicità di un sindacalista, collega di Corrado, anch’egli iscritto al sindacato della Uil sanità e dipendente dell'ufficio tecnico e provveditorato dell'allora Usl 35. I magistrati ricostruiscono la vicenda e scrivono che la vittima “intascava lucrose tangenti per se stesso, in quanto aveva adottato la delibera n. 1118 del 30 novembre 1990 per frazionare in modo artificioso gli appalti affidandoli medianti ordini di servizio e quindi impedendo al clan di individuare gli appalti più rilevanti”. In sostanza, secondo le ricostruzioni effettuate, intascava tangenti e non le divideva col clan, ragion per cui la camorra ha imposto il suo omicidio. Un sindacalista della stessa Usl, Gregorio Brunetti, avrebbe agevolato il piano del clan, in quanto sarebbe stato incaricato di accompagnare Corrado all’uscita dell’ospedale alle 14 in punto, in linea con gli orari previsti. Dopo aver percorso il viale Europa, il consigliere comunale del Pds fu raggiunto da una raffica di pallottole (almeno cinque colpi di pistola calibro 7,65) nei pressi di un parrucchiere in via Virgilio e perse la vita. Per quella vicenda sono dunque indagati oggi Luigi D'Alessandro, 74 anni, boss oggi al vertice del clan, Catello Buonomo, 72 anni, affiliato al clan, che aveva il compito di trattare "gli affari della consorteria nell'ambito della gestione affaristica dell'ospedale San Leonardo e della Usl 35", Gregorio Brunetti, 73 anni, ex sindacalista dell'Usl 35, e Ugo Lucchese, 60 anni, affiliato al clan, presunto killer di Corrado. Una svolta clamorosa per far luce su una storia che aveva ancora troppi lati oscuri e che si avvia ad essere ricostruita nel dettaglio a seguito delle recenti nuove indagini dell’Antimafia.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.