Da Castellammare a Napoli per manifestare contro l’alternanza scuola – lavoro. Un nutrito gruppi di studenti stabiesi, oltre 500 (partiti con autobus e treno), questa mattina, si è recato nel capoluogo regionale, unendosi al corteo di moltissimi altri colleghi, per sensibilizzare la popolazione ai numerosi disagi che sono costretti ad affrontare con l’introduzione dell’alternanza scuola – lavoro. Il progetto ministeriale, inserito all’interno della legge denominata Buona Scuola, prevede che i ragazzi del triennio delle superiori siano inseriti all’interno di alcune aziende, svolgendo un vero e proprio tirocinio, per poter apprendere il funzionamento del mondo del lavoro. Peccato, però, che queste collaborazioni non funzionano nel migliore dei modi con gli studenti che vengono sfruttati dal personale e che non riescono ad imparare nulla. Allo stesso tempo, i ragazzi sono costretti a pagare i trasporti dalla scuola all’azienda e spesso anche parte del materiale per poter seguire gli insegnamenti. Tutto ciò non è previsto all’interno della riforma. Proprio contro queste forme di sfruttamento, che sono uguali da Nord a Sud, i rappresentanti d’istituto delle scuole superiori di Castellammare hanno trasferito la protesta nella città di Napoli anche per i divieti imposti loro dalla Polizia di Stato stabiese. Infatti, a causa del traffico completamente in tilt a Castellammare, specie nei giorni scorsi per la chiusura delle gallerie di Privati e di Varano chiuse (poi riaperte), il Commissariato stabiese decise di non accettare la richiesta di manifestazione degli studenti. Per loro, però, non ci sono stati problemi tanto che hanno deciso di aderire alla protesta partenopea portando a Napoli oltre 500 ragazzi. Nei mesi scorsi c’era stato un corteo anche nella città delle acque appoggiato pienamente dal sindaco Pannullo che si unì al grido d’allarme dei ragazzi stabiesi. Fortunatamente a Castellammare sta nascendo una generazione di ragazzi attiva e pronta a battersi per far rispettare i propri diritti.
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