«Sono sereno e fiducioso nella magistratura. Ma serve attendere e leggere le carte, per entrare nel merito. Ho preferito aspettare e riflettere prima di intervenire. Mi attengo ai fatti e, pur rispettando e avendo fiducia nell'operato degli inquirenti, resto tranquillo e sereno». Così Mario Casillo, capogruppo in Regione Campania del Partito Democratico, a seguito dei 17 avvisi di garanzia inviati dalla procura di Torre Annunziata tra cui, oltre allo stesso Casillo, figurano anche Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro di Forza Italia. Si tratta del secondo filone d’indagine dell’operazione Olimpo che riguarda in particolare l’affare Cirio.
Dopo questa seconda ondata di avvisi di garanzia, seguito agli arresti del 5 dicembre scorso, a Castellammare di Stabia l’aria comincia a diventare pesante. L'impressione generale è che le indagini – nonostante gli arresti e gli avvisi già effettuati - siano soltanto il primo step di un'attività investigativa che sta facendo tremare le vene ai polsi di numerosi politici.
Nella lente d'ingrandimento della magistratura sarebbe finito il quinquennio compreso tra ü 2012 e il 2017. Le accuse principali sono quelle di corruzione e abuso d'ufficio, con la ricostruzione dell'area Cirio che (secondo il filone investigativo) era diventato un affare bipartisan per la politica, da destra a sinistra senza alcuna distinzione. Va ricordato che, in questo affare, almeno per il momento non sarebbe subentrata la camorra. O, per meglio dire, non sarebbero riusciti ad entrare i clan locali nonostante i vari tentativi effettuati.
Il timer giudiziario è stato già fissato per la fine dell'estate: entro sei mesi, infatti, la Procura completerà le indagini. E a quel punto l'intera vicenda Cirio sarà definitivamente ricostruita. Ma nella informativa della Procura non c'è soltanto l'affare Cirio. I magistrati sono intenzionati ad indagare anche su altri maxi - appalti, che avrebbero ricoperto di oro la città stabiese. A partire dalle Tenne, dopo il fallimento del 2016, proseguendo con la crisi di Multìservizi e con la riconversione degli ex stabilimenti la Nuova Daunia e Stella Maris. Vicende che stanno facendo tremare dalle fondamenta Palazzo Farnese, non a caso l'impressione è che quanto prima la lista degli indagati sia destinata ad allungarsi m maniera sensibile. L'inchiesta della Procura oplontina mira dunque a riscrivere anche la storia politica degli ultimi cinque anni a Castellammare. L'obiettivo è quello di svelare i retroscena degli scioglimenti di due consigli comunali, insieme alle sfiducie firmate nei confronti degli ex sindaci del Pd Nicola Cuomo e Antonio Pannullo. Fari puntati anche sulle alleanze (a volte anomale dal punto di vista strettamente politico) che hanno portato negli ultimi anni i vari schieramenti a contendersi la guida di Palazzo Farnese.
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