Il prossimo 27 settembre sarà il giorno della verità per gli undici manager ritenuti responsabili del passivo da oltre 12 milioni di euro accumulato dalle Nuove Terme, come risulta dall'ultima relazione depositata dal perito Alfredo Dima, consulente della curatela fallimentare di Terme di Stabia presso il Tribunale di Torre Annunziata. L'atto di citazione redatto dagli avvocati Alfonso Iovane e Massimo Meo è stato depositato lo scorso 18 marzo e fra poco più di cinque mesi gli undici soggetti che si sono succeduti ai vertici tra il 2010 e il 2013, tra amministratori, direttori generali, componenti del cda e del collegio sindacale, saranno chiamati dinanzi al Tribunale delle Imprese di Napoli a rispondere dei debiti accumulati dall'azienda del Solaro. L'accusa riguarda soprattutto i ritardi nell'adempiere alla messa in liquidazione e alla salvaguardia dei creditori, di cui sarebbero responsabili, secondo la relazione di Dima, anche il Comune e la Sint. Gli amministratori non avrebbero operato secondo legge anche perché il Comune avrebbe garantito aiuti che dal 2009 in poi non hanno più trovato riscontro, incrementando in tal modo il debito complessivo ed erodendo il patrimonio di Terme di Stabia, che già nel 2010 ha presentato un bilancio in passivo di 613mila euro, aggravatosi fino ai circa 13 milioni di euro del 2013. Qualora dovessero essere confermate le accuse a carico degli undici manager, per questi ultimi potrebbe dunque profilarsi un'autentica stangata.