Il sottopasso è ancora tema di discussione. Grazie alla petizione “no al sottopasso” lanciata qualche settimana fa durante la manifestazione organizzata al Teatro Supercinema, sono state già raccolte oltre 2mila firme in tutti i negozi del quartiere che hanno affissa la locandina nelle proprie attività. "Serve la firma di tutti – spiegano i commercianti – è arrivato il momento di farci valere.” Gli stabiesi non mollano: per dimostrare, infatti, il dissenso sul progetto presentato da Eav, tutti i cittadini, insieme ai comitati e alle associazioni, si sono incontrati all’incrocio tra via Cosenza, via Galeno e via Paride del Pozzo, per discutere sulle prossime iniziative da organizzare con l’obiettivo di salvaguardare il rione in prossimità della stazione di Via Nocera. “Noi crediamo che tutto il progetto dell’Eav sia una presa in giro – sostiene l'associazione “Stabiesi Post Fata Resurgo” – E’ un’opera che riguarda anche noi cittadini che viviamo quotidianamente la città e ancora non ci hanno presentato il progetto. E’ un’opera che non porta alcun vantaggio, ma è fatta soltanto per spendere soldi pubblici inutilmente. Fare quest’opera significa fermare la Vesuviana per 7-8 anni e non possiamo permetterlo. Stanno camminando letteralmente sopra i nostri reperti archeologici e noi restiamo in silenzio.”
Continua a crescere sempre di più il numero dei contrari a quest’opera che “spaccherebbe in due la città, isolerebbe migliaia di cittadini e costringerebbe decine di attività commerciali a chiudere i battenti.” “Portiamo avanti questa battaglia, non possiamo assolutamente perderla – interviene un cittadino – Quando si fanno grandi opere bisognerebbe prima interpellare la cittadinanza. A breve faremo una manifestazione, dobbiamo dunque essere numerosi. Facciamo vedere a chi viene da fuori che il San Marco è unito contro quest'opera” continua. All’assemblea erano presenti anche persone provenienti da altri comuni “Sono venuta apposta da Capri per difendere il mio vecchio quartiere, la mia vecchia città.” I cittadini e i commercianti non demordono: c’è chi sostiene di organizzare una marcia verso il Comune, chiedere un’udienza al prefetto per esporgli i fatti “Vestiamoci di intelligenza e furbizia, parliamo con tutti, chiamiamo i mezzi di comunicazione come le radio, le televisioni, i giornali; impegniamoci a rendere partecipi anche gli altri di questa situazione – afferma un commerciante della zona – Iniziamo a proporre idee sulla pagina Facebook del Comitato Cittadino di Quartiere San Marco; possiamo organizzare qualsiasi cosa se restiamo uniti.” “Chiediamo a tutti i cittadini di divulgare la problematica, perché riguarda tutta la città di Castellammare di Stabia – così chiude l’incontro un volontario dell'associazione “Stabiesi Post Fata Resurgo” – Chiediamo collaborazione; siamo tutti sulla stessa barca: se affondiamo noi, affondano tutti.”
Intanto, la raccolta firme prosegue per far sentire la propria voce. E’ necessario arrivare uniti, più attivi e decisi all’assemblea pubblica annunciata dai commissari prefettizi e durante la quale l’Eav spiegherà dettagliatamente il progetto, assicurando che il sottopasso non rappresenterà un danno per la città stabiese ma piuttosto un beneficio alla circolazione stradale nella zona. In questi giorni, anche Gaetano Amato, deputato del Movimento 5 Stelle, ha fatto un appello all'unità "L'obiettivo è bloccare il sottopasso perché quel quartiere non può morire. Facciamo conto di giocare tutti quanti per la stessa squadra: non esiste Fratelli d'Italia, non esiste il PD, il Movimento 5 Stelle, non esiste niente. Esiste un gruppo di persone che deve lavorare per bloccare il sottopasso".
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