L'esito dell'autopsia e i nodi irrisolti di una cartella clinica apparentemente incompleta sono i due binari su cui si muove l'inchiesta giudiziaria aperta per fare luce sul dramma di una neonata morta prima del parto a Castellammare di Stabia. La Procura ha infatti avviato le indagini dopo la denuncia presentata al Commissariato di Polizia di Stato da una coppia di Boscoreale, di 36 e 41 anni, assistita dall’avvocato Domenico Buono. Gli esami medico-legali sul corpo della piccola dovranno stabilire l'esatto motivo del decesso e chiarire se l'evento sia da attribuire a un improvviso distacco della placenta, una delle prime ipotesi emerse nelle ultime ore, o se vi siano responsabilità nella catena dei controlli che hanno preceduto il tragico epilogo. La successione degli eventi viene adesso analizzata dagli inquirenti con un ordine logico inverso rispetto alle rassicurazioni ricevute dai genitori durante la gestazione. La donna, arrivata al termine naturale della quarantesima settimana, si era presentata in una struttura sanitaria stabiese per un controllo urgente, allarmata dal fatto di non avvertire più i movimenti fetali della bambina; i medici hanno constatato l'assenza del battito cardiocircolatorio. Da quel momento la ricostruzione si è spostata negli uffici di polizia, dove il marito ha formalizzato l'esposto chiedendo una verifica rigorosa sugli accertamenti effettuati a fine estate. Il focus della magistratura si concentrerà soprattutto sulle ultime settimane di gravidanza e sulle scelte adottate nel percorso medico. Secondo quanto denunciato, la trentaseienne aveva segnalato alla propria ginecologa la presenza di alcune perdite alla fine di agosto, venendo poi sottoposta a un tracciato che non avrebbe evidenziato anomalie. I dubbi della coppia investono però la presunta mancata esecuzione di esami più approfonditi: i coniugi avrebbero sollecitato un'ecografia sia a fine luglio sia nei successivi monitoraggi. Spetterà ora agli investigatori incrociare i dati scientifici dell'esame autoptico con i registri sanitari per fare piena luce sulla tragedia.
L'analisi di De Giorgio. «Pareggio giusto. Non possiamo sempre attendere uno schiaffo, soprattutto in casa dobbiamo osare di più»