Tutti trasferiti al Nord, in provincia di Torino. Sono arrivate ieri le lettere di trasferimento per gli 80 lavoratori Meridbulloni di Castellammare di Stabia che da oltre una settimana stanno portando avanti una protesta all'esterno della fabbrica di corso Alcide De Gasperi. Quello che si vociferava ieri è ormai ufficiale: l'azienda sta tentando la delocalizzazione spostando la forza lavoro stabiese in altri siti di sua proprietà. Ma per ora tutto resta congelato in attesa dell'importante vertice in Prefettura che si terrà quest'oggi. Dopo un rifiuto iniziale, la società proprietaria di MeB ha confermato la partecipazione. All'incontro saranno presenti anche i sindacati e l'amministrazione comunale. L'obiettivo è quello di salvare la fabbrica e bloccare il congelamento dei trasferimenti che dovrebbero essere effettivi dal 1 febbraio 2021. Una missione complicata per la politica e per i sindacati che tenteranno di intavolare una trattativa con l'azienda.
Sul futuro della fabbrica pesa senza dubbio la posizione strategica che ricopre. Secondo i lavoratori, i privati avrebbero messo le mani sulla Meridbulloni con un'offerta importante all'azienda per vendere il sito così da poterlo poi riconvertire in strutture alberghiere o case. Ma in realtà questo presunto progetto è stato bloccato pochi giorni fa dal consiglio comunale di Castellammare di Stabia che di fatto ha eliminato il vincolo industriale così da bloccare qualsiasi speculazione. In pratica se l'azienda decide di chiudere e di vendere, i nuovi proprietari non potranno costruire abitazioni o negozi ma solamente opere utili per la cittadinanza. Una mossa che va a svalutare l'intera struttura e che potrebbe spingere Meridbulloni a restare lì dov'è. Ma qualcosa in più si saprà solamente dopo l'incontro di quest'oggi in Prefettura a Napoli.
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