Gruppi organizzati di rom rovistano nei rifiuti per poi rivenderli ai mercatini dell'usato.
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Ne avevamo già parlato alcune settimana fa, ed il servizio di Luca Abete mandato in onda da Striscia la Notizia alcuni giorni fa ci dà lo spunto per ritornare sull'argomento. Stiamo parlando di quella che, almeno per Castellammare, è diventata una vera e propria piaga. Gruppi organizzati di rom che rovistano nei rifiuti indifferenziati alla ricerca di materiali da rivendere poi ai mercatini dell'usato, o come sono stati anche definiti nel servizio di Abete, i mercatini della disperazione. La prima domanda che tale servizio ha scaturito in noi è stata quella di capire dove, i rom stabiesi, rivendono quello che trovano nei rifiuti di Castellammare di Stabia. Forse a questo stesso di Napoli? Oppure a quello delle pulci del rione Mercato?
Lasciando poi a chi di dovere giudicare sulla legalità o meno di tale attività, quello che ci preme mettere in evidenza è che questa forma di saccheggio porta naturalmente dei problemi alla quiete, ma soprattutto alla pulizia già precaria, della città. Ed ancora. Da qualche mese sono stati ricollocati per le strade della città i raccoglitori di abiti usati. Ebbene, anche questi vengono puntualmente saccheggiati, con cumuli di abiti lasciati poi sul marciapiedi. Senza poi considerare come ed in che modo sono stati posizionati questi grossi ed ingombrati raccoglitori. In via D'Annunzio, per esempio, occupano quasi interamente il marciapiede costringendo soprattutto gli studenti che frequentano gli istituti scolastici della zona a scendere dal marciapiede stesso rischiando di essere investiti dalle auto in transito. Insomma, rom e no, bisogna fare qualcosa per porre rimedio a questa precaria situazione.
Ecco il servizio di Luca Abete