Cronaca
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Castellammare - Maxi sequestro da 2,7 milioni a imprenditore stabiese: indagini per ricettazione

Il sequestro è stato operato dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata su ordine della Procura oplontina.

tempo di lettura: 2 min
21/02/2026 09:37:18

Un sequestro preventivo per oltre 2,7 milioni di euro è stato eseguito il 20 febbraio dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata nei confronti dell’imprenditore stabiese Adolfo Greco. Il provvedimento è stato disposto dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica oplontina.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il sequestro — finalizzato alla confisca obbligatoria — riguarda l’ipotesi di reato di ricettazione (art. 648 c.p.) ed è stato eseguito dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia insieme alla Sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura.

Le indagini
Il provvedimento rappresenta, stando alla ricostruzione investigativa, l’esito di approfondimenti svolti dopo una perquisizione domiciliare eseguita in precedenza nell’abitazione dell’imprenditore nell’ambito di un diverso procedimento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
In quella circostanza era stata rinvenuta la somma in contanti di 2.720.017,80 euro. Secondo quanto riportato nel comunicato della Procura, l’indagato avrebbe giustificato la disponibilità del denaro sostenendo che si trattasse, in parte, di proventi derivanti da evasione fiscale e, in parte, di risparmi personali.

Gli elementi valorizzati dagli investigatori
Gli accertamenti successivi avrebbero invece — secondo l’ipotesi accusatoria — evidenziato elementi ritenuti indicativi di una possibile provenienza delittuosa delle somme. Tra questi, gli inquirenti segnalano:

il confezionamento delle banconote in mazzette;
modalità ritenute inusuali per il circuito economico lecito;
la mancanza, allo stato, di prova certa sull’origine fiscale indicata;
le modalità di occultamento del denaro, trovato in un’intercapedine dell’armadio;
contatti dell’imprenditore con soggetti ritenuti vicini alla criminalità.

Sulla base di tali elementi, la Procura ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo della somma.

Il precedente provvedimento di prevenzione
Il denaro era già stato oggetto di sequestro penale e successivamente, il 2 aprile 2025, il Tribunale per le misure di prevenzione di Napoli aveva disposto la confisca di prevenzione.
Il nuovo sequestro penale — precisano gli inquirenti — si aggiunge a quel provvedimento e costituisce un vincolo ulteriore ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 159/2011.

Presunzione di innocenza
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le accuse sono allo stato oggetto di contestazione provvisoria e dovranno essere verificate nelle sedi giudiziarie competenti. L’eventuale responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

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