Una spada di Damocle dall’alto e le piogge invernali all’orizzonte. Sul centro storico pende la scure del Faito, per il quale gli interventi di messa in sicurezza tardano a partire dopo quasi un decennio di dibattito sul tema. Un rischio idrogeologico le cui conseguenze devastanti si sono viste una settimana fa ad Ischia, dove la frana ha sommerso Casamicciola, travolgendo tutto quello che ha trovato sul suo percorso. Era il 2014 quando l’amministrazione comunale dell’epoca a Palazzo Farnese, una volta ricevuti i fondi per la mitigazione del rischio idrogeologico, li ha rispediti indietro non disponendo in quella fase di tecnici in grado di portare avanti le procedure nei tempi stabiliti. Le amministrazioni successive hanno ripreso in mano il progetto, recuperando i fondi che erano conservati presso il ministero dell’Ambiente. Ed ora le procedure vanno avanti, in attesa di comprendere quando gli interventi, in sinergia con la Regione Campania, potranno avere inizio. Lungo il pendio, tra l’altro, insistono anche le vasche borboniche, che alle soglie dell’inverno si presentano sempre ricolme di detriti e necessitano di un’attività di pulizia costante per limitare i ruscellamenti e contenere i flussi d’acqua e detriti che arrivano a valle. Ma intanto le criticità del centro storico riguardano anche i frequenti cedimenti che si registrano su tutta l’area, in particolare nella zona del Capo Rivo, dove il crollo di un’ala di una palazzina e la caduta dei calcinacci su diversi edifici ha innescato la protesta di alcuni residenti, che attendono da decenni un intervento di rigenerazione urbana che stenta ancora ad iniziare.