Licenziato per aver superato i termini di “comporto” per curare la leucemia che lo affliggeva dall'estate 2013. Non è uno scherzo, ma l'amara realtà che ha travolto Antonio D'Apice, 51enne ex dipendente Multiservizi, che si è visto recapitare la lettera di licenziamento dall'azienda Buttol s.r.l., società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in città. L'operatore ecologico è riuscito dopo quasi tre anni a vincere la sua ardua battaglia contro il male che lo aveva colpito ma, quando la sua vita sembrava sul punto di tornare alla normalità, è arrivata l'ennesima batosta: «Quindici giorni fa il postino ha bussato alla mia porta consegnandomi la lettera - ha spiegato D'Apice -. Sono stato assunto dalla ditta Multiservizi in concomitanza con la sua fondazione e non ho mai marcato visita, come emerge dal mio storico di servizio. Il mio calvario ha avuto inizio quando un giorno il direttore mi convocò per spiegarmi che avrei dovuto sospendere immediatamente la mia attività lavorativa, in quanto i valori del mio sangue risultavano alterati. In un primo momento ho pensato si trattasse di uno scherzo, poi ho scoperto di essere affetto da mielodispalsia, una forma di leucemia che stava mettendo in pericolo la mia vita. Ho effettuato le chemioterapie a Pagani e dopo un anno e mezzo ho ricevuto il trapianto di midollo. Nel frattempo, sono venuto a conoscenza del fallimento della Multiservizi, ma tutti mi hanno rassicurato dicendomi che potevo proseguire le cure presentando all'azienda i certificati medici. Oggi, invece, mi tocca constatare questa amara sorpresa».