Cronaca
shareCONDIVIDI

Castellammare - L'Unione Nazionale Consumatori presenta ricorsco contro la chiusura degl uffici del giudice di pace

Principale motivo del ricorso è l'illegittimità del Decreto Ministeriale de 10.11.2014 che non poteva modificare le tabelle degli uffici dei Giudici di pace approvate con atti avente forza di legge.

tempo di lettura: 4 min
01/02/2015 12:20:20
Castellammare - L'Unione Nazionale Consumatori presenta ricorsco contro la chiusura degl uffici del giudice di pace

E' stato presentato il ricorso al TAR nei confronti del Ministero della giustizia per l'annullamento del Decreto del Ministro della Giustizia del 10.11.2014 con cui sono stati soppressi 82 Uffici del Giudice di Pace tra cui quelli di Castellammare di Stabia, Torre del Greco, Frattamaggiore e Pozzuoli.
Principale motivo del ricorso è l'illegittimità del Decreto Ministeriale de 10.11.2014 che non poteva modificare le tabelle degli uffici dei Giudici di pace approvate con atti avente forza di legge.
Inoltre è stata sollevata l'illegittimità costituzionale del decreto legislativo n.156/2012 per violazione del giudice naturale previsto dall'art.25 della Costituzione e soprattutto per violazione degli artt.3 ,24 e 97 della Costituzione giacchè, nella fattispecie, le esigenze di contenimento della spesa pubblica con addebito delle spese di funzionamento agli enti locali, non sono idoenee a realizzare la inderogabile finalità del buon andamento delle pubbliche amministrazioni e sono contrarie ai principi di legalità,di uguaglianza e parità di trattamento tra i cittadini e rappresentano un "vulnus" per l'efficienza e l'esplicazione della funzione giurisdizionale.
L'Unione Nazionale Consumatori Ufficio Provinciale di Castellammare di Stabia ha ritenuto di ricorrere al Tar Lazio attraverso i componenti dell'Ufficio legale avvocati Marilisa Somma e Raffaele Vingiani , cittadini elettori stabiesi, anche per stimolare una discussione collettiva sul prosieguo delle iniziative.
Nella nostra battaglia legale per salvare i gdp c’è un aspetto “sociale” connaturato. Prima di tutto perché noi riteniamo, malgrado le difficoltà in cui versano gli uffici e alcune patologie presenti che ovviamente vorremmo sanare, che gli uffici giudiziari di “prossimità” siano una risorsa irrinunciabile per le comunità locali e un valore e un presupposto della nostra democrazia che noi riteniamo debba essere fondata e sostenuta sul principio della legalità e certezza del diritto. Riteniamo, inoltre, che la nostra economia sia impantanata e al palo anche e soprattutto per l’assenza nel sistema sociale- economico di una tutela dei diritti garantita in modo efficace e veloce che impedisce gli investimenti e la prosecuzione delle attività economiche in un paese che si vorrebbe definisce “moderno ed europeo”. La scelta di risparmiare in questo settore lasciando indenni altri settori meno prioritari e, spesso inutili, è stato un atto scellerato e insensato del Governo Monti che lascia oscura ancora la vera finalità che si vuole raggiungere.
Tutto l’impianto delle soppressioni dei tribunali, sedi distaccate e giudici di pace si basa sull’errore imperdonabile di far credere all’opinione pubblica che detti uffici giudiziari siano frequentati solo da avvocati e giudici e quindi non sia un grande problema farli spostare di 50 e anche 100 chilometri. Così facendo si è sacrificato il diritto degli imputati e delle parti nel processo civile ad un giusto processo essendo un loro inderogabile interesse avere una giustizia agevole e vicina per essere seguita anche personalmente mentre le parti ed i testimoni non possono essere obbligati ragionevolmente a sacrifici inenarrabili per tutelare i loro diritti o adempiere il loro obbligo.
La lontananza degli uffici comporterà una maggiore difficoltà di accesso alla giustizia ed un aumento di costi. Il testimone genuino farà di tutto per non andare e, nel caso fosse costretto a perdere una intera giornata di viaggio con difficoltà negli spostamenti, ci sono serie probabilità di una deposizione poco “serena” nei confronti di chi l’ha citato mentre il testimone “interessato” andrebbe pure in capo al mondo.
I costi per la collettività (aumento costi giustizia, aumento notifiche ed esecuzioni, spostamenti delle forze dell’ordine che sguarniscono il territorio) sono di gran lunga superiori ai risparmi che si sono intesi avere mentre un patrimonio umano, di mezzi, di strutture, di esperienze, creato in molti anni è stato dissipato in poco tempo con perdite di molti milioni e milioni d’investimenti effettuati.
Insomma, la soppressione dei tribunali e dei giudici di pace equivale alla negazione della giustizia in Italia.
L'Unione Nazionale Consumatori di Castellammare di Stabia in sinergia con le Associazioni Forensi del territorio,nell'evidenziare la gravità dei fatti accaduti, auspica un intervento "ad adiuvandum" di tutte le forze politiche e sociali dei territori affinchè la “giustizia” sia applicata nel modo migliore e con rigore dei presupposti.

Video
play button

Castellammare - Pasqua 2026, Via Crucis sul lungomare presieduta da Mons. Alfano

2 ore fa
share
play button

Venezia - Juve Stabia. Conferenza stampa di mister Ignazio Abate

2 ore fa
share
play button

Torre Annunziata - «Avete fatto bingo Brigadie'». Carabinieri trovano arsenale per una guerra

27/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia 3-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

22/03/2026
share
Tutti i video >
Cronaca







Mostra altre


keyboard_arrow_upTORNA SU
Seguici